• Novembre 13, 2014
di anci_admin

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Trasporto pubblico locale – Dichiarazioni relatori al convegno Tpl in Assemblea Anci 2014

MILANO - “Il trasporto pubblico necessita di investimenti, sia per i costi di gestione, in qua...

MILANO – “Il trasporto pubblico necessita di investimenti, sia per i costi di gestione, in quanto  in nessuna parte del mondo si autofinanzia, sia per gli investimenti. E’ quanto affermato da Pierfrancesco Maran, Assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente di Milano nel corso del convegno “Il trasporto pubblico locale: criticità e prospettive del settore”, tenutosi oggi nell’ambito della XXXI Assemblea Anci. “La fase economica – ha proseguito l’Assessore – è complessa e rende improbabile l’aumento delle risorse, quindi dobbiamo avere regole che consentano di spendere meglio quelle che abbiamo, a cominciare da costi standard che stimolano miglioramenti laddove c’è margine e danno sostegno a chi investe in questo periodo di crisi. Le gare sono importanti, ma sono possibili e creano risparmi se i Comuni hanno stabilità negli anni sui bilanci. Anche per questo è importante che il Fondo Nazionale Trasporti oltre alle Regioni vada direttamente alle città metropolitane”.
Il convegno è stata l’occasione per presentare lo stato dell’arte e le tendenze evolutive del settore, in particolare mettendo in luce le caratteristiche produttive e industriali e le necessarie azioni e risorse da mettere in campo per il rilancio del trasporto pubblico locale. Ciò risulta ancora più necessario per l’instabilità normativa che caratterizza il settore e per la recente istituzione delle città metropolitane che vede l’introduzione dei costi standard. In particolare, gli interventi dei relatori hanno evidenziato peculiarità, necessità ed esperienze con l’obiettivo di garantire un adeguato livello di mobilità ed assicurare gli investimenti futuri a tariffe sostenibili.
 
“La crisi pesante che incombe sul settore e sulle singole imprese che operano nel trasporto pubblico locale del Paese, si può affrontare seriamente solo partendo dalla convinzione che questo sistema costituisce un’opportunità imperdibile per lo sviluppo delle collettività locali e per la ripresa economica del paese. Questa convinzione dovrebbe riguardare le scelte e le azioni di tutti i soggetti convolti, operatori, regolatori e azionisti delle imprese, con una assunzione di responsabilità totale da parte di ognuno, secondo il ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere – così Massimo Roncucci, il nuovo presidente dell’Asstra, l’associazione che riunisce le imprese di TPL, interviene.  “Le cose da fare per rimettere in sesto e sviluppare questo settore essenziale per le persone e l’economia, sono diverse ma tutte dovrebbero puntare ad un obiettivo condiviso: maggiore efficacia del servizio e maggiore efficienza dei costi attraverso un sistema di mercato competitivo regolato. Un sistema così sta in piedi solo se c’è trasparenza e certezza sulle risorse”.
“Per questo noi riteniamo – ha proseguito Roncucci – che sia essenziale utilizzare  bene il costo standard come  criterio oggettivo ed equo per fissare il valore dei contratti di gestione, ripartire il Fondo nazionale trasporti, individuare i criteri del ricavo standard e il fabbisogno dei livelli adeguati di servizio”. 
“Lotti di gara e dimensioni delle imprese non sono la stessa cosa – ha concluso Roncucci –  preferire lotti di dimensioni non grandi, non significa negare i processi di aggregazione.  Al contrario, noi affermiamo che le aggregazioni devono nascere da processi industriali interni alle imprese. Ben venga dunque un sistema di agevolazioni che incentivino processi di aggregazione ma attenti alle imposizioni normative. Mentre per il lotto di gara, oltre una certa dimensione, non esistono economie di scala”.
"La sfida di oggi, nel Trasporto Pubblico Locale, non è solo più gestire la situazione attuale, ma saper intuire possibili soluzioni innovative per far fronte a risorse che saranno sempre minori – ha spiegato Claudio Lubatti Assessore alla Viabilità della Città di Torino e Presidente dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e Regionale -. “Abbiamo un disegno di legge sul Tpl in divenire che traccerà le linee guida per il futuro, ma conoscendo da vicino i nostri territori, spetterà anche a noi proporre servizi diversi, in grado di conciliare le esigenze di mobilità dei nostri cittadini. Il trasporto pubblico locale del futuro dovrà passare da innovazioni che, anche nella Città Metropolitana, possono trovare un bacino di sperimentazione importante."
 
“Importante il ruolo di programmazione regionale – ha sottolineato Alberto Cavalli, Assessore ai trasporti della Regione Lombardia – e soprattutto di integrazione economica per il settore. Infatti la regione Lombardia ha messo proprie risorse, aggiuntive a quelle statali per fare in modo di garantire un livello adeguato di servizi per l’utenza. E’ necessario anche avere un intervento regolatore che si occupi di garantire l’accesso alle reti ed infrastrutture a condizioni omogenee.”
“Sul Tpl ci sono due approcci – ha evidenziato Andrea Camanzi, Presidente Autorità dei Trasporti – uno di tipo finanziario, alquanto interessante che il ministero delle Infrastrutture cerca di risolvere affrontando il problema con l’inserimento dei costi standard ed uno di tipo sostanziale di efficientamento ed integrazione dei servizi”. 
 
“Per l’Autorità – ha proseguito Camanzi – l’approccio è differente perché per noi i costi devono essere quelli di aziende efficienti per definire i conseguenti riconoscimenti tariffari. Altro tema è quello dell’integrazione fra servizi che possano così ridurre il contributo pubblico necessario per garantire gli obblighi di servizio. Su questi elementi e su altri specifici interverremo con alcune azione, previo consultazione, quali l’ introduzione del meccanismo di price-cap”. 
 
“I fondi a disposizione del settore – ha detto il viceministro alle Infrastrutture e trasporti Riccardo Nencini – non costituiscono una variabile indipendente, in quanto tutti gli attori devono fare la loro parte per garantire la corretta organizzazione del servizio. A tal proposito la citta’ deve attrezzarsi con corsie preferenziali e servono poi piste ciclabili. Vi è inoltre una questione di efficienza, in quanto tutto non puo’ essere fatto solo ed esclusivamente con denaro pubblico. Sull’efficienza – ha proseguito il Viceministro – pesa anche la questione del personale di alcune aziende che genera una situazione complessa anche in caso di volontà di cessione aziendale. Su tutti questi aspetti la nuova legge sul trasporto che ci apprestiamo a presentare prevede alcune specifiche misure per la riforma del settore con l’introduzione dei costi standard, di riconoscimento della Citta’ metropolitana, di meccanismi per la lotta all’evasione, il commissariamento aziende che presentano 3 esercizi su 4 in forte passivo, la tutela dei diritti utente e gli incentivi per i bus verdi. Su alcuni temi però è aperto il confronto con gli altri attori istituzionali perché vanno leggermente affinati e maggiormente condivisi. 
 
“Un pò di chiarezza è stata fatta – così Roberto Scanagatti, presidente di Anci Lombardia, ha concluso la sessione dei lavori. Chiediamo quindi certezza del quadro ordinamentale e riconoscimento per il ruolo delle Città metropolitane nell’accesso al fondo nazionale, sul quale c’é stata apertura. Preciso che non si tratta di sottrarre risorse ma di instaurare una collaborazione interistituzionale necessaria per garantire la realizzazione infrastrutture. Il trasporto pubblico locale, infatti è un settore che offre un servizio che ha valenza anche piu’ ampia della città metropolitana ma è necessario che i bacini ottimali, che tali soggetti possono tranquillamente rappresentare, siano disegnati su base e criteri trasportistici. Sui costi standard siamo alleati istituzionali, ma vanno ben tarati rispetto ad un approccio che altrimenti potrebbe generare complessita’ applicative in quanto al centro di tutto va posto il miglioramento del servizio per l’utente.” (com/vs)