Cooperazione e integrazione

Terzo incontro formativo su diritti umani ed eliminazione discriminazioni promosso da Anci e Cidu

Si è tenuto oggi in modalità on line la terza giornata di formazione nell’ambito del Programma “L’impegno degli Enti locali sui diritti umani” promosso e organizzato da Anci e dal Comitato Interministeriale dei Diritti Umani (Cidu) presso il Maeci.
A seguito dei precedenti incontri riguardanti il tema dei Garanti dei diritti umani e la Convenzione ONU per l’eliminazione della discriminazione razziale, il focus formativo di questa giornata sulla Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna (CEDAW) ha registrato oltre 50 partecipanti in collegamento.
Sono intervenuti Maya Bova, esperta dei diritti umani, che ha introdotto il tema della Convenzione Onu e ha presentato gli articoli della CEDAW, fornendo il quadro giuridico e internazionale in cui la Convenzione si inserisce (slides); Simona Lanzoni, Componente del GREVIO e Vice Presidente Fondazione Pangea, che ha introdotto la Convenzione Istanbul con un focus sulla definizione di violenza e violenza di genere: “la violenza sulle donne – ha affermato- è un problema di salute pubblica” ricordando i tristi dati di questo fenomeno e ancora “la violenza è un risultato della subordinazione strutturale dei meccanismi sociali che vivono le donne” spiegando la matrice culturale del fenomeno. Dopo aver illustrato i pilastri su cui si basa la Convenzione e sull’obbligo giuridico di cui essa si fa carico, ha ricordato: “Non c’è violenza di genere che si possa compiere in nome di una cultura, costume o tradizione. La Convenzione di Istanbul su questo è molto chiara!”. (guarda le slides)
A terminare i lavori, infine, la coordinatrice e responsabile del centro antiviolenza del Comune di Bari, Marika Massara che ha raccontato il lavoro svolto dal centro antiviolenza del Comune di Bari: “L’aspetto fondamentale per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne- afferma- è quello della prevenzione e la applichiamo su tutta la cittadinanza”. Racconta, infatti, delle attività e dei progetti attivati con le scuole e delle tante attività di prevenzione e comunicazione che hanno visto il coinvolgimento diretto della cittadinanza.  Per le attività di contrasto, ha riportato gli interventi di emergenza e di altre attività parallele, come l’attivazione di finanziamenti quali borse di lavoro e borse di alloggio per donne vittime, o le nuove forme di accoglienza come la “co-housing”, abitazione congiunta di donne che hanno vissuto violenza e che si trovano in una seconda fase dell’emergenza. Segnala, infine, dell’apertura di sportelli di antiviolenza in tutti i 5 municipi del Comune di Bari, nelle Università, nelle scuole e nei licei. “Con la pandemia- ha affermato- la violenza non si è fermata ma si è acuita e noi abbiamo avuto enormi difficoltà: le donne non potevano più telefonare”. Il centro antiviolenza del Comune di Bari che ha perciò attivato diversi canali di comunicazione (whatsapp, social etc.) alternativi alle telefonate. Infine, a causa della paura del contagio, sono state attivate modalità di accoglienza alternative alle case di rifugio, tramite i B&B (per poter espletare la quarantena) ; attivata una campagna di comunicazione attraverso degli adesivi applicati su diversi oggetti (es: cartoni delle pizze). L’apertura di uno sportello dedicato in particolare alle donne anziane vittime di violenza è una delle novità tra le attività del centro che vengono presentate.
I lavori si concludono con l’appello di garantire una rete cittadina che possa occuparsi attivamente di prevenire e contrastare non solo delle donne vittime di violenza ma anche delle persone LGBTQ+ vittime, per avere a livello locale un approccio olistico che garantisca l’efficacia dell’azione di contrasto al fenomeno della violenza di genere.
Il prossimo appuntamento previsto per lunedì 7 febbraio 2022 verterà sul tema della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

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