Pari Opportunità

Riunita Cabina di regia, Lembi: “Indicate le nostre priorità per il prossimo Piano Anti violenza”

La presidente della Commissione: “Si dia centralità nei finanziamenti ai centri antiviolenza, si valutino le linee di finanziamento alla luce della prima rendicontazione, si accordi priorità ai progetti che promuovono la ripresa dell’autonomia delle donne che hanno subito violenza”
“La Commissione si è riunita per condividere le priorità da porre sul nuovo Piano strategico nazionale antiviolenza sulle donne e minori per il prossimo triennio. Abbiamo espresso il nostro apprezzamento sulla triennalità appena conclusa con l’intenzione di valutare bene la mappatura dei finanziamenti in attesa di essere condivisa dal Dipartimento Pari opportunità di Palazzo Chigi”. È quanto afferma Simona Lembi, Presidente della Commissione ANCI Pari opportunità, Servizio civile, Politiche giovanili e Sport, al termine della riunione dell’organismo associativo che si è svolta in modalità streaming durante la quale sono intervenute diversi amministratori da tutta italia e tra gli altri, Roma, Cagliari, Palermo e tante altre.
“Nel merito della prossima triennalità Anci ha esplicitato queste linee di lavoro prioritarie”, ha aggiunto Lembi: da un lato “di dare centralità nei finanziamenti ai centri antiviolenza, primo presidio sul territorio cui rivolgersi quando le donne subiscono violenza di genere; dall’altro la proposta di valutare le linee di finanziamento alla luce della prima rendicontazione, la cui mappatura è in carico al Dipartimento Pari Opportunità, in modo che sia migliorata l’efficacia e l’efficienza della spesa a contrasto della violenza e per cui Anci auspica una linea di finanziamenti diretta ai Comuni”. Infine, l’auspicio di Anci è quello “di accordare priorità ai progetti che promuovono la ripresa dell’autonomia delle donne che hanno subito violenza, con particolare riferimento alle politiche abitative, e a quelle, necessarie, di inserimento lavorativo”.
La Commissione si è concentrata poi sul reddito di libertà evidenziando come sia indispensabile favorire l’integrazione sul territorio tra i servizi offerti dai centri antiviolenza e le competenze e presa in carico dei servizi sociali dei comuni, con particolare attenzione sia agli interventi di sostegno alle donne vittime di violenza, sia alle necessarie attività di prevenzione quali servizi verso le donne e verso le famiglie. In tal senso si sta lavorando per un modello unico di presentazione delle istanze da parte delle donne vittima di violenza che potrà prevedere una sezione dedicata ai CAV che illustri il percorso di fuoriuscita intrapreso dalle donne e una attestazione da parte dei servizi sociali della condizione straordinaria di bisogno della donna e degli eventuali figli minori direttamente correlata alla situazione di violenza, all’allontanamento temporaneo dal proprio domicilio, alle condizioni specifiche che necessitano di un sostegno aggiuntivo ad altri interventi di 400,00 euro al mese per un massimo di 12 mensilità.
La commissione ha, infine, affrontato la questione dei bilanci di genere, forte di un confronto diretto con Giovanna Badalassi tra le massime esperte dell’argomento e che ha personalmente curato decine e decine di bilanci di genere in moltissime amministrazioni locali anche in vista di un lavoro di monitoraggio nel corso dell’attuazione del PNRR non appena sarà operativo al fine di poter fare esprimere meglio e migliorare il protagonismo dei comuni che, progressivamente, stanno sempre più prestando attenzione al gender balance nelle politiche delle città.

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