• Luglio 26, 2013
di anci_admin

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Riforme – Da Cdm via libera a ddl riordino enti locali, città metropolitane al debutto dal 1 gennaio 2014

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che riguarda Città metropolitane, ...

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che riguarda Città metropolitane, Province, Unioni e fusioni di Comuni e che ne rivede e ne svuota in parte i poteri in vista dell’abolizione dalla Carta Costituzionale. Lo riferiscono le agenzie di stampa mentre la riunione è ancora in corso di svolgimento. Il disegno di legge, dopo  l’odierno passaggio in Consiglio dei ministri, passerà all’esame della Conferenza Unificata e, dopo quel vaglio, tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per il varo definitivo.
Secondo le anticipazioni già diffuse ieri sera, la bozza del disegno di legge prevede che le città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Reggio Calabria vengano istituite dal 1° gennaio 2014. Per la città metropolitana di Roma, in virtù dello status di capitale, è prevista una disciplina speciale. Dal 1°luglio 2014 le città metropolitane succederanno alle Province ed eserciteranno le funzioni proprie e quelle di queste ultime.
Le Province, in attesa dell’approvazione della riforma costituzionale che ne prevede l’abolizione, non  scompariranno ma diventeranno enti territoriali di 2° livello. Saranno formati dai sindaci e avranno funzioni di area vasta. La bozza del ddl prevede che siano organi delle Province il presidente, il Consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci. L’elettorato passivo è attribuito esclusivamente ai sindaci in carica nei Comuni della Provincia alla data dell’elezione.
L’elezione del presidente della Provincia avverrà su convocazione del sindaco del Comune capoluogo. Ad eleggerlo saranno i sindaci dei Comuni appartenenti alla Provincia e i commissari ordinari e straordinari. Il Consiglio provinciale sarà costituito dai sindaci dei Comuni con più di 15mila abitanti, dai presidenti delle Unioni di Comuni della Provincia con popolazione complessiva superiore a 10mila abitanti e, fino al compimento del terzo anno dalla data di costituzione del Consiglio stesso, anche dai presidenti delle Unioni dei Comuni.
Il testo prevede infine degli incentivi per dare spazio alle Unioni dei Comuni, i cui organi saranno: il presidente, il comitato dei sindaci dell’Unione ed il consiglio dell’Unione. Il consiglio dell’Unione è composto da tutti i sindaci dell’Unione e tra i consiglieri che ricoprono la carica dei sindaci è eletto il presidente, mentre il comitato ha funzioni esecutive. "Le regioni – si legge nella bozza – nella definizione del patto di stabilità verticale, possono individuare misure idonee volte a incentivare le Unioni e le fusioni di comuni, fermo restando l’obiettivo di finanza pubblica attribuito alla medesima regione". (gp)