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Riforme – Borghi: “Sì a cambiamenti che favoriscano ripresa economica e industria”

“La riflessione di oggi da parte del Presidente di Confindustria sulla necessità di riforme strutturali per favorire una nuova politica industriale è per molti versi condivisibile. La ripartenza del Paese passa necessariamente dalla revisione dei rapporti tra centro e periferia, tra Stato ed enti locali, tra imprese e territorio”. Così il presidente della Commissione montagna dell’Anci, Enrico Borghi commentando l’editoriale di Giorgio Squinzi pubblicato oggi sul Sole24Ore.
“Anche  alla luce dei cambiamenti istituzionali avvenuti di recente – afferma Borghi – e penso per esempio al mancato riordino delle province o alla nuova spinta data con gli ultimi provvedimenti alle forme associative comunali, il Titolo V della Costituzione avrebbe bisogno di essere rivisitato, a distanza di oltre dieci anni dalla sua istituzione”.
Una necessità che secondo Borghi è testimoniata  anche dalla recente pronuncia della Corte Costituzionale, “che stabilisce come il principio di concorrenza nei territori montani debba essere articolato in rapporto alla loro tipicità, assegnando alla politica il compito di riscrivere su questo l’agenda delle regole del mercato e della sussidiarietà”.
Da rivedere anche il patto di stabilità, “soprattutto per quel che riguarda l’estensione ai piccoli comuni, oltre la metà dei quali montani e già gravati da specificità orografiche e da interventi infrastrutturali non prevedibili come dissesto idrogeologico o conseguenze del maltempo”.
Infine, “riteniamo che l’agenda del prossimo governo, e dei parlamentari che siederanno a Camera e Senato, debba prioritariamente affrontare il tema della centralità dei territori e dei rapporti tra gli enti che insistono sulla stessa area, in un ottica di riordino e di riforma”. “E’ su questo terreno – ribadisce – che si gioca la partita della ripartenza economica: sulla green economy, sulle rinnovabili, sulla capacità delle comunità locali – vero motore nascosto dell’Italia – di poter intervenire direttamente sulla gestione e lo sviluppo di queste risorse”.
“E’ questa – conclude – la strada per recuperare lo spirito costruttivo del secondo dopo guerra e per una politica, come dice Squinzi, con la P maiuscola. (fdm)