#PiccoliComuni2018

Avetta: “Più Europa e più innovazione, più equilibrio e più connessione tra città e periferie”

VIVERONE – “Città e terra, area urbana e tutto ciò che sta intorno, il centro come la periferia. È il senso di questa conferenza, ospitata in una Regione che fa dei piccoli Comuni la propria forza”. Così il presidente di Anci Piemonte e sindaco di Cossano Canavese, Alberto Avetta, che ha aperto i lavori della XVIII assemblea annuale dei piccoli Comuni Anci a Viverone.

“Proprio come recita il titolo di questo incontro (Small City & Smart Land) vera sfida dei prossimi anni sarà quella di costruire una relazione intelligente tra aree urbane e ciò che vive intorno. Una relazione che deve essere fondata su due elementi: comprensione ed equilibrio. Per noi questa Conferenza è un’occasione importante per sottolineare il valore delle differenti esperienze di amministrazione locale che sono presenti nel Paese. Siamo onorati di ospitarvi oggi – ha rimarcato Avetta –  e, con una punta di presunzione, riteniamo di rappresentare un autentico paradigma del modello Italia, fatto di poche grandi città, di tante città medie e piccole, ma soprattutto di tantissima provincia. Oggi a Viverone, sono ben rappresentati il civismo, l’abnegazione e la voglia di fare di 1062 sindaci piemontesi e di quasi 10mila amministratori”.
Più Europa e più innovazione per gli enti locali, un’innovazione che non è solo tecnologica ma anche legislativa. Questa la ricetta per crescere, che per Avetta non può prescindere da una domanda apparentemente semplice: “Abbiamo la volontà, la forza e soprattutto la capacità strategica di consolidare e sviluppare un modello territoriale equilibrato, che riconosca come valore sociale, economico e collettivo la volontà di vivere nelle aree a dispersione demografica?”.
Per il presidente di Anci Piemonte la legge sui piccoli comuni (158 del 2017) può diventare uno strumento straordinario per riequilibrare il rapporto tra aree urbane e aree rurali, grazie ai principi di adeguatezza e differenziazione. “Di certo – ribadisce Avetta – occorrono misure di incoraggiamento: penso a bandi regionali con criteri di premialità per i piccoli comuni che fanno rete o a progetti specifici per incentivare la residenzialità nelle aree periferiche e per favorire il recupero di terreni incolti e di edifici in stato di abbandono. Inoltre, su temi come la banda ultra larga bisogna accelerare”.
E poi un cenno ai cronici dei piccoli centri che Anci punta a risolvere. Tra le proposte, “l’affidamento dei servizi di tesoreria agli uffici postali, grazie a una convenzione Anci-Poste Italiane che garantisca un presidio per cittadini e imprese nei piccoli Comuni e poi il coordinamento dei segretari in disponibilità (già pagati dallo Stato) per dare supporto anche a quei comuni che ne siano sprovvisti; infine l’ipotesi di fornire, come Anci, consulenza contabile e giuridica ai municipi che ne facciano richiesta”.
Sul tema dell’Europa il richiamo a fare squadra, “perché – dice Avetta – siamo in una fase delicata. La concorrenza degli altri Paesi sulle politiche di coesione è agguerrita e le nostre Regioni devono incidere sulla programmazione europea consentendo anche alle piccole comunità di fare rete e partecipare ai bandi, favorendo progetti di sviluppo locale”.

Infine Avetta ha concluso ricordando la campagna Anci #liberiamoisindaci, lanciata dal presidente Decaro nei giorni scorsi con l’obiettivo di ridurre la burocrazia e razionalizzare gli oneri a carico delle amministrazioni locali. Una burocrazia che grava sui Comuni senza alcuna distinzione, su quelli grandi come su quelli più piccoli. “Siamo convinti – ha dichiarato Avetta – che non si possano applicare ad un Comune di mille anime gli stessi criteri che valgono per le città di 100 mila abitanti”.