• Dicembre 5, 2023
di Giuseppe Pellicanò

Sport

Pella: “Comuni sono centrali per modello di inclusione sociale attraverso lo sport”

Il vicepresidente vicario Anci ha illustrato in un convegno il parere approvato dal Comitato europeo delle Regioni lo scorso 30 novembre. Presenti i ministri Andrea Abodi ed Alessandra Locatelli, i presidenti del Coni Malagò e del Comitato Paralimpico Pancalli
Pella: “Comuni sono centrali per modello di inclusione sociale attraverso lo sport”

“Il fatto che questo parere sia stato approvato all’unanimità lo ritengo un aspetto importante e fondamentale, significa che abbiamo fatto fede a un principio che deve accomunare tutti sulle finalità in ambito sportivo. I Comuni e gli enti locali devono avere un ruolo da protagonisti nell’affiancare il governo su questi temi perché i territori sono strategici nella valorizzazione dei giovani, nell’inclusione sociale e nell’integrazione attraverso lo sport”. Così il vicepresidente vicario di Anci e sindaco di Valdengo, Roberto Pella illustrando i contenuti del parere di sua iniziativa per la costruzione di un modello sportivo europeo, approvato nei giorni scorsi dal Comitato delle Regioni. Lo ha fatto nel corso di un evento svoltosi a Roma presso lo Spazio Europa, alla presenza dei ministri Andrea Abodi, (Sport e i giovani), Alessandra Locatelli, (Disabilità), del presidente del Coni Giovanni Malagò, del sindaco di Verona Damiano Tommasi e Luca Pancalli Presidente del Comitato Italiano Paralimpico. L’evento ha visto la partecipazione in streaming dei rappresentanti di 1800 Comuni.
Il parere sul modello sportivo europeo è stato approvato dal Comitato europeo delle Regioni durante la sessione plenaria del 30 novembre scorso al Parlamento europeo. “Questa iniziativa fa anche seguito a un impegno iniziato nel 2010 e maturato nel tempo a Bruxelles, innanzitutto con un primo parere che aveva indicato un percorso chiaro recepito poi dal programma Erasmus plus che vede la partecipazione ogni anni di circa 700 mila giovani. Poi ancora con un altro parere nel 2020 che inseriva lo sport nell’agenda europea post 2020, da cui sono nate importanti collaborazione con la Uefa e il Cio e con l’Oms sul tema delle città resilienti”, ha ricordato il vicepresidente vicario Anci.
Fino a quest’ultimo parere che “contiene una serie di proposte concrete che abbiamo già sottoposto all’attenzione del capo di gabinetto del Commissario europeo e che vorremmo affrontare e portare nel prosieguo in Commissione europea, grazie al ministro Abodi” e augurandomi che si possano integrare sempre di più con il Parlamento.
Nello specifico il parere prevede: l’esclusione temporanea dalle nuove regole del Patto di Stabilità degli investimenti sulle infrastrutture sportive, se generativi in termini non solo finanziari ma anche d’impatto sociale; l’inserimento nel Fondo sociale europeo di linee d’azione che contemplino in misura maggiore lo sport come strumento di coesione e di inclusione sociale all’interno delle comunità, specie quelle più svantaggiate e più periferiche; ancora la possibilità di investire in programmi di formazione e di opportunità d’inserimento lavorativo per i giovani europei under 35, specie per i NEET.
“Possiamo dimostrare che l’Italia, come Paese fondatore dell’Unione europea, può tracciare una linea guida per l’Europa del futuro”, ha concluso Pella, convinto che “lo sport può abbattere più di qualsiasi altra cosa le barriere, favorire l’integrazione e favorire il senso di comunità”.