Società partecipate

Parere Corte dei Conti Liguria su disciplina compensi amministratori società a controllo pubblico

Pubblichiamo il parere della Corte dei Conti Liguria n. 29 del 14 marzo 2020 con cui i magistrati contabili rappresentano che il limite previsto dall’art 4, comma 4, d.l. 95/2012 ha carattere tassativo e, in difetto di espressa previsione di legge, non può essere derogato in conseguenza di un’evoluzione rispetto alla configurazione originaria della società e ad un’evidente incongruenza degli emolumenti attribuibili in funzione della citata applicazione di siffatti limiti. Solo in caso di assenza del costo-parametro dell’esercizio di riferimento è possibile considerare, a ritroso, l’onere sostenuto nell’ultimo esercizio nel quale risulti presente un esborso a tale titolo, nel rispetto della stretta necessarietà e del limite massimo di cui all’art. 11, comma 7, TUSP (euro 240.000).La Sezione però stigmatizza il lungo protrarsi del ritardo nell’adozione del decreto ministeriale che, ancorando la determinazione dei compensi all’effettiva complessità della gestione societaria, favorirebbe anche la selezione delle migliori professionalità, superando l’ormai anacronistico riferimento alla spesa storica del 2013.

Per completezza, si allega il relativo articolo “Partecipate, nessun adeguamento dei compensi degli amministratori anche se il contesto è cambiato” tratto da Quotidiano Enti Locali e PA del 09/04/2020.

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