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Orlando: “Di fronte a nuove disuguaglianze e povertà aumentiamo livelli essenziali servizi”

“In Anci trovo un interlocutore per il Governo attento e pronto. I servizi sociali sono stati considerati una sorta di appendice dell’assetto dello stato italiano. Un equilibrio difficile tra le attività sociali e sanitarie compito difficile per il sindaco. La resilienza per il nostro sistema di welfare sta tutto nel potenziamento con la consapevolezza che ci attendono tempi non semplici, motivo per cui è nato il Pnrr”. Così Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, partecipando ai lavori pomeridiani dell’evento.

“Gli effetti, della pandemia prima e della guerra ora, sulla società italiana possono essere profondi, producono l’aumento delle disuguaglianze e l’impoverimento – ha proseguito il Ministro – I comuni rischiano di pagare le conseguenze; abbiamo più famiglie sotto la soglia della povertà e i salari tra i più bassi d’Italia. Partiamo dalla rete dei servizi da potenziare. In tutto dobbiamo lavorare insieme nei prossimi mesi, va fatto un salto di qualità, anche sui livelli essenziali delle prestazioni. Quattro i pilastri da cui partire oltre il Pnrr, che prevede interventi strutturali dei servizi strutturali di potenziamento dei servizi-socio-sanitari, il Piano nazionale degli interventi sociali e di welfare, il Piano sull’inclusione, la legge quadro della disabilità e sugli anziani non autosufficienti, due le riforme su cui ci siamo impegnati. I paletti su cui muoverci all’interno del Pnrr toccano temi come la costruzione di una rete integrata di welfare municipale e di prossimità integrato ad un sistema sanitario efficiente. Alcuni bandi hanno tirato più di altri, di qui vanno aiutati i comuni nella partecipazione dei comuni”.

“Se crescono i livelli essenziali, se crescono i diritti esigibili – ha concluso il Ministro – è indispensabile potenziare gli ambiti territoriali. Sono per la sussidiarietà tra pubblico e privato difronte alla crescita delle diseguaglianze e l’erogazione di servizi essenziali. Penso che gli ambiti siano più forti, in bilanciamento con le strutture sanitarie. Il lavoro non si fa con una norma ma con i confronti, con i tavoli, che ci ha permesso di rispettare i tempi facendo un salto di qualità”.

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