Pnrr

Nardella a Radio Inblu: “Governo colga occasione per una poderosa semplificazione burocratica”

“Domani incontrerò il Prefetto e il Questore per condividere il testo dell’ordinanza che prescrive la mascherina obbligatoria all’aperto in alcune zone della città per il periodo natalizio, e poi la firmerò. Ovviamente se arriverà una norma nazionale valida per tutto il territorio nazionale e che dia una cornice omogenea sarà ancora meglio”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane Anci intervenendo a Buongiorno InBlu, il magazine mattutino del network delle radio cattoliche della Cei sul tema delle ordinanze che sono state già firmate da alcuni sindaci. “Con queste regole non vogliamo generare allarmismo ma tranquillizzare le persone sugli acquisti e le attività del periodo delle Feste affinché possano essere svolte in totale sicurezza”, ha sottolineato.
Nardella ha auspicato una sorta di equilibrio tra norma nazionale e potere di ordinanza dei sindaci. “Teniamo conto che un sindaco può ulteriormente integrare una norma nazionale sempre con ordinanza per inserire limitazioni più specifiche che tengano conto delle esigenze del proprio territorio, ha aggiunto. “Credo che questo gioco tra norma nazionale e ordinanza dei sindaci, se rimane in un contesto di equilibrio, può essere utile per dare maggiore forza all’obbligo di mascherina all’aperto”.
Il coordinatore delle città metropolitane Anci è tornato anche sul tema del Pnrr. “Credo che il governo debba prendere il coraggio a quattro mani e cogliere l’opportunità del Pnrr per mettere in campo la più poderosa opera di semplificazione delle procedure e della burocrazia del nostro Paese”.
“Per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza i tempi sono strettissimi. Non dimentichiamoci – ha evidenziato – che il Piano contiene delle regole molto precise: entro il 2023, quindi nei prossimi 24 mesi devono essere completati tutti i progetti delle opere e appaltati i lavori. Mentre entro il 2026 non solo devono essere terminate le opere pubbliche ma anche rendicontate all’Unione europea e si tratta di un’operazione abbastanza complessa”.
Per raggiungere gli obiettivi indicati dal Piano, secondo Nardella, “ci vuole tanto coraggio per la semplificazione del sistema burocratico che è ancora troppo farraginoso e pesante in Italia”. Alcuni esempi? “Vanno semplificati al massimo le autorizzazioni ed i vincoli paesaggistici e quelli storico artistici, visto che più della metà del territorio è sottoposto a tali vincoli”. Vi è poi la questione “delle famose Conferenze dei servizi che per legge dovrebbero concludere l’attività in 90 giorni invece sono termini che vengono o prorogati, o poi sospesi e poi riaperti”.