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Monte Bianco. Rota (sindaco Courmayeur): “Il Traforo attuazione di una grande opera ingegneristica”

“Il Traforo del Monte Bianco, Tunnel du Mont Blanc, è diventato simbolo dell’operosità umana e della fraternità tra due popoli europei”. Così il sindaco Roberto Rota, 56 anni dopo l’inaugurazione del più importante crocevia d’Europa che collega Italia e Francia, Courmayeur in Valle d’Aosta e Chamonix nel dipartimento francese dell’Alta Savoia. “Un’impresa e un sogno visionario coltivato da secoli e sostenuto da Governi audaci – precisa – e un’esecuzione, un’opera e un lavoro realizzato da uomini coraggiosi”.
Nel 1953 i due ministri italiano e francese firmarono una Convenzione tra i due Stati per la costruzione e gestione di una galleria stradale sul Monte Bianco, una Convenzione ratificata e resa esecutiva nel 1954, successivamente attivata in Commissione interministeriale per il controllo, la manutenzione e la conservazione del tunnel. Si diede l’avvio ai lavori nel gennaio 1959, prima nel versante italiano, poi in quello francese, per entrambi circa 5.800 metri di galleria.
Quindi la realizzazione: “era il 15 settembre 1962 – continua il sindaco Rota – quando Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio italiano e Georges Pompidou, Primo Ministro della Repubblica francese, inaugurarono lo scavo del Traforo del Monte Bianco ed effettuarono il primo attraversamento ufficiale.
Tre anni dopo, il 16 luglio 1965, battezzarono la galleria stradale con una cerimonia tra il Presidente della Repubblica italiana, Giuseppe Saragat e il Presidente della Repubblica francese, Charles de Gaulle”. In quell’occasione Saragat dichiarò: “quest’opera di pace che inauguriamo oggi è per il mondo un simbolo di buona volontà e di fiducia nella virtù del lavoro umano che edifica, giorno dopo giorno, la vita delle nazioni”. “Era il 19 luglio 1965 – spiega il primo cittadino – quando il Traforo fu aperto al traffico, le prime automobili falcarono l’ingresso della galleria che all’epoca era la più lunga del mondo sotto la montagna più alta d’Europa”.
Anni dopo, era il 24 marzo 1999, scoppiò un incendio che provocò 39 vittime, cui seguirono, dopo l’immediata chiusura del Traforo, anni di lavoro di ristrutturazione, ammodernamento e completamento per la messa in sicurezza dell’impianto, “pagine tristi di storia che continuiamo a condividere con i nostri amici d’oltralpe”. E il sindaco conclude: “il Traforo rappresenta la grande collaborazione e l’interscambio tra Courmayeur e la Savoia. Lo sviluppo turistico che ha avuto nel tempo, è dovuto, oltre al suo patrimonio naturale e alla sua notorietà, anche al tunnel, che ha fatto della città e della Valle d’Aosta un luogo di incontro e di scambio commerciale”.

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