Immigrazione

Minori, Biffoni: “I Comuni non possono essere lasciati soli. Necessario intervento del governo”

“La presa in carico dei minori stranieri ricade ancora sulle spalle dei Comuni sempre più in affanno, soprattutto negli ultimi mesi, nella gestione dell’accoglienza. Esiste una difficoltà di collocamento dei minori che arrivano nel nostro paese: i posti della rete Sai sono ormai esauriti e spesso i Comuni sono costretti a ricorrere a strutture emergenziali per le quali non è prevista la possibilità di ricevere un rimborso da parte del sistema nazionale, che chiederemo al Ministero dell’Interno in via eccezionale date le circostanze. Abbiamo fatto già presente al governo questa situazione ribadendo la necessità di un ripristino urgente dei centri governativi di accoglienza diffusi su tutto il territorio in modo capillare. C’è bisogno di investimenti massicci da parte del governo”.
Il delegato Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni ha raccolto il grido di allarme dei Comuni, intervenuti numerosi (tra cui i rappresentanti dei Comuni di Genova, Lucca, Milano, Padova, Torino e molte Anci Regionali), alla riunione della Commissione immigrazione dell’Anci di questa mattina sulla questione della gestione dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Ai lavori ha preso parte anche Milena Santerini, coordinatrice nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri che ha discusso della Strategia nazionale contro l’antisemitismo e della definizione di antisemitismo approvata dall’International Holocaust Remembrance Alliance con l’obiettivo di portare a conoscenza dei Comuni l’impegno sul tema.
“Si tratta di una situazione, quella dei minori, non più gestibile con gli strumenti e le risorse a disposizione delle amministrazioni locali – ha proseguito Biffoni – . Ne abbiamo discusso anche durante i lavori del Tavolo di coordinamento nazionale del governo a cui abbiamo chiesto la costituzione di un Tavolo tecnico che coinvolga tutti i soggetti istituzionali competenti per trovare un’impostazione nazionale che non lasci i Comuni soli. Attendiamo ancora che il tavolo venga convocato. Dobbiamo garantire un’accoglienza adeguata, abbiamo anche un dovere etico: i minori sono soggetti a rischio di vulnerabilità sociale, sanitaria e psicologica, che possono anche correre il rischio di finire in reti criminali”.
Nel corso della riunione i partecipanti si sono confrontati anche sulle questioni legate all’accoglienza delle famiglie afghane e al nuovo decreto ministeriale sull’accesso alla rete SAI su cui il delegato Anci ha illustrato il lavoro svolto e le criticità da affrontare. “La rete Sai ha visto un ampliamento di circa 5.500 posti nel corso degli ultimi mesi – ha precisato Biffoni – di cui 3.000 per le famiglie afgane. Un passo importante che riconosce il lavoro svolto dall’Anci ma non ancora sufficiente ad evitare il ricorso a soluzioni emergenziali nei nostri territori”. In particolare, rispetto ai posti destinati alle famiglie afghane, i Comuni registrano un “ingessamento” della presa in carico dal momento che l’impiego di tali posti è vincolato all’evacuazione umanitaria. Infine, Biffoni ha annunciato che nelle prossime settimane verrà avviato un percorso specifico per celebrare i vent’anni del Sistema SAI/SPRAR, i cui dettagli saranno presto resi noti: “È importante per noi che questo anniversario non sia solo occasione di celebrazione ma di riflessione e rilancio, nell’ottica di un rinnovato rapporto e scambio con la Rete, attraverso numerosi appuntamenti di riflessione comune e ampia condivisione.”

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