Personale

Massaro: “Riprendere il percorso di sburocratizzazione, tema cardine per modernizzare il Paese”

“La tragedia del Covid ci ha fatto completamente dimenticare una delle questioni centrali per le amministrazioni pubbliche, quella della burocrazia, che è non solo una delle cause di mancata efficienza dei servizi, ma è anche un costo per enti, cittadini e imprese: la sburocratizzazione è quindi uno degli aspetti cardine sui quali intervenire per modernizzare il paese”. Lo ha detto il sindaco di Belluno e delegato Anci al Personale, Jacopo Massaro, intervenendo durante il seminario “La Semplificazione  Amministrativa come chiave dello sviluppo”, organizzato in video conferenza dal CDTI il Club dei dirigenti delle tecnologie dell’informazione.
“La modernizzazione – ha spiegato Massaro –  non deve passare solo attraverso lo sguardo verso i cittadini, anche se abbiamo visto come soluzioni come lo SPID o l’anagrafe digitale abbiano permesso accelerazioni importanti con riduzioni di tempi di attesa, ma va alleggerito anche tutto quel processo intermedio che è la principale causa delle inefficienze e dei costi”.
Il delegato Anci cita tre esempi su tutti,: “Per una selezione del personale, i comuni devono affrontare 16 procedimenti amministrativi; per comunicare con alcuni ministeri, invece, oltre a dover inviare continue e importanti mole di dati, fino a poco tempo fa era necessario addirittura inviare ancora i documenti via fax. A questo si aggiungono le procedure messe in campo per l’assunzione di nuovo personale da destinare ai progetti del PNRR, procedure molto lente e burocraticamente complesse , che renderanno difficilissimo spendere in tempi rapidi queste risorse”.
Per Massaro, inoltre “occorre lavorare quindi su una razionalizzazione e sburocratizzazione endo-procedimentale, per ridurre quelle lungaggini che i comuni si trovano a dover affrontare quando si rapportano con gli enti regionali e statali. Non sono poi marginali  – ha proseguito il sindaco di Belluno – – le difficoltà organizzative interne ai comuni, da un lato dovute all’organizzazione verticale delle aree, visione che deve essere superata a favore di un’organizzazione orizzontale che armonizzi i processi e tenda al risultato sulla linea del moderno settore privato, e dall’altro il turnover legato alla persone che giustamente si assentano per maternità e che i comuni non possono sostituire in modo rapido ed efficiente”.
“Serve quindi una politica che guardi alla famiglia, con soluzioni di welfare che non impongano alle madri di optare tra carriera e famiglia: bisogna lavorare sul rapporto tra lavoro e famiglia, un problema che oggi lede i diritti soprattutto delle donne e che rende inefficienti le macchine amministrative”, ha concluso il delegato Anci.

Articolo presente in: