Beni culturali

Libri, rubrica Avvistamenti. L’Europa senza cuore nell’analisi del sociologo Mauro Magatti

In un bell’articolo apparso su “Vita e pensiero” n. 4 (la rivista della Università Cattolica di Milano) il sociologo Mauro Magatti si interroga sull’Europa di fronte alla modernità e alla sfida della scienza, entro un sistema che lui chiama “tecnocapitalismo”(mercato più dominio della scienza nelle sue applicazioni tecniche). Se riduciamo qualsiasi realtà a serie numerica finiamo con il pensare che la realtà stessa sia una serie numerica e ci illudiamo di costruirla noi! Secondo Max Weber due sono i tipi dell’uomo europeo. Lo Specialista senza spirito, abituato a dividere, precisare, separare ma incapace di ricomporre. La sua è una modalità anaffettiva di conoscenza (l’Ulisse dantesco, ossessionato dall’oltrepassare le Colonne d’Ercole, a trasgredire qualsiasi limite). Il Gaudente (o Edonista) senza cuore, condannato alla ricerca dell’eccesso (altro che limite!), proprio perché il suo cuore indurito non sa più affezionarsi. Per Magalli occorre confrontasi con queste due perdite: lo spirito e il cuore: spirito come capacità di intuire l’unità e il senso del tutto (sapendo che quella scientifica non è l’unica conoscenza). Cuore come misericordia, capacità di rispondere al dolore dell’altro (degli “scarti”: dall’embrione al migrante). E qui per Magatti Weber deve incontrare la riflessione di un grande teologo, Romano Guardini, che invece ci ricorda la condizione umana nella sua concretezza, senza frammentare di continuo la realtà, poiché tutto è in connessione con tutto. Ancora Dante, nell’ultimo canto del Paradiso, quando vede Dio come legame fra tutte le cose.

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