Mobilità sostenibile

Lepore: “Comuni pronti alla sfida della transizione, ma grava incognita cantieri e spesa corrente”

“Come città di Bologna e come comparto dei Comuni siamo pronti a cogliere la sfida della transizione verso la mobilità sostenibile, mettendo a frutto le risorse in arrivo con il PNRR e quelle a legislazione vigente. Ma da sindaci siamo preoccupati per due cose essenziali: il pericolo che non si svolgano le gare per l’assegnazione dei lavori; e il modo in cui sarà gestito sul terreno della spesa corrente il passaggio dalla realizzazione delle opere in cantiere alla loro gestione”. Lo ha sottolineato il sindaco di Bologna Matteo Lepore partecipando ad una tavola rotonda nell’ambito della presentazione del rapporto “Verso un nuovo modello di mobilità locale sostenibile” che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha presentato oggi durante un evento online, alla presenza del ministro Enrico Giovannini.
Lepore ha ricordato che recentemente “Bologna è stata selezionata insieme ad altre otto città italiane fra le prime 100 a darsi l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2030 delle emissioni. Pensiamo di essere fra quelle città che possono raggiungere quell’obiettivo. Nei prossimi cinque anni avremo un ammontare di risorse per investimenti straordinario. Circa 2 miliardi e 300 milioni di euro di investimenti da parte di Aspi solo sul passante di Bologna, più di 1 miliardo e 100 milioni di euro di investimento sul Tpl dal tram alle altre infrastrutture, oltre 13 milioni di euro sulla ciclabilità e oltre 3 milioni di euro sulla regolazione del traffico con il progetto dell’area verde”.
Ma sul raggiungimento degli obiettivi incombono due pericoli a parere del sindaco felsineo. “Nelle nostre città i cantieri si stanno fermando, anche per una strana regolamentazione di un mercato che ritiene più conveniente puntare sugli interventi del superbonus al 110%, piuttosto che sulle opere della P.a. Dobbiamo intervenire ora su questo: abbiamo bisogno di imprese forti, di garanzie anche finanziarie per le imprese, di risorse, materie prime e lavoratori”, ha affermato.
Poi vi è il tema della spesa corrente. “La preoccupazione per il futuro riguarda gli anni del dopo cantiere: la grande complessità del trasporto pubblico locale richiederà risorse di spesa corrente per aumentare i servizi, ma anche per gestire questa importante transizione che deve essere sostenibile: vogliamo certezze su questo punto”, ha concluso Lepore.
Da parte sua Veronica Nicotra, Segretario Generale ANCI ha dapprima elencato le importanti risorse in arrivo dal Mims ai Comuni sulla mobilità: “Per le grandi città abbiamo lo stanziamento di circa tre miliardi e mezzo sul trasporto rapido di massa; vi è poi la misura sul rinnovo del parco autobus elettrico che cuba circa 2,4 miliardi a valere sul PNRR più altre risorse a legislazione vigente; di queste 1,9 miliardi per i comuni sede di città metropolitane e 500 milioni altri comuni capoluogo di provincia”. Altre risorse riguardano la mobilità ciclistica con 600 milioni di euro che vanno ai comuni capoluogo sede di città universitarie.
Partendo dal tema della gestione del fondo TPL, di cui ha auspicato l’irrobustimento, il segretario generale ha posto il tema del rafforzamento delle competenze dei Comuni sulla mobilità. “Va bene il ruolo della programmazione regionale, ma il sindaco delle grandi città, in particolare dei Comuni capoluogo e sede di città metropolitane, come Anci riteniamo debba avere un finanziamento diretto a valere del fondo di TPL. E’ l’ora di fare un passo in avanti, servono risorse dirette in capo ai sindaci delle grandi città, anche perché in questi due anni di pandemia abbiamo vissuto qualche difficoltà a capire e gestire le risorse straordinarie, dovendo fare i conti con l’intermediazione regionale che non sempre ci aiuta. Accanto a questo – ha evidenziato Nicotra – serve assicurare che ci sia un rapporto fra i compiti assegnati ai comuni, le politiche urbane per la mobilità, risorse e responsabilità attribuite”.