Comitato delle Regioni

Intervista a Domenico Gambacorta sul parere “Piano d’azione per l’istruzione digitale”

Sport, ambiente e istruzione digitale saranno i temi centrali dei pareri che i rappresentanti della delegazione italiana al Comitato delle Regioni discuteranno il 10 ottobre a Bruxelles, nel corso dei lavori della plenaria. Un importante appuntamento che vede protagonisti, per la prima volta, tre relatori italiani: il vice presidente vicario di Anci e sindaco di Valdengo Roberto Pella, il consigliere comunale di Vittorio Veneto (Treviso) Marco Dus e il presidente della provincia di Avellino Domenico Gambacorta. Abbiamo intervistato i relatori per scoprire obiettivi e opportunità dei pareri che saranno presentati.
Domenico Gambacorta, relatore del parere “Piano d’azione per l’istruzione digitale”, ci racconta come nasce il progetto e la sfida della trasformazione digitale che investe le città.

Come nasce il progetto del suo parere?
A partire dal processo di Bologna, il settore della formazione gioca un ruolo centrale nel rafforzamento di una identità culturale europea. Il “Libro bianco sul futuro dell’Europa” considera la digitalizzazione determinante per la definizione delle future dinamiche europee. L’acquisizione di conoscenze e competenze digitali è cruciale considerando che un sempre più massiccio uso di tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni influenzerà il mondo del lavoro e l’organizzazione delle imprese.

Quali sono le sfide della trasformazione digitale nelle città?
E’ essenziale sviluppare le competenze digitali della forza lavoro dell’UE per far fronte alla trasformazione del mercato del lavoro ed evitare carenze di competenze o squilibri tra domanda e offerta di competenze. Gli utenti poco preparati tendono a essere particolarmente esposti ai numerosi rischi che si celano dietro un uso non consapevole delle risorse digitali, tra cui i contatti con sconosciuti e il bullismo online, nonché le pratiche di phishing, sexting, sextortion, il disturbo da gioco su Internet (Internet Gaming Disorder, IGD), i sintomi di stress associato al lavoro digitale, la FOMO (Fear of missing out, ovvero la paura di essere tagliati fuori). E’ necessario porre maggiormente l’accento sul rafforzamento del pensiero critico e dell’alfabetizzazione mediatica dei bambini e dei giovani, affinché siano in grado di giudicare e non siano sopraffatti dalla dilagante diffusione di notizie false e dai rischi associati a un uso acritico delle informazioni disponibili su Internet.

La scuola gioca un ruolo importante nell’educazione digitale che contribuisce a formare cittadini consapevoli. Che opportunità offre L’Europa?
I docenti, i direttori scolastici e gli altri operatori nel settore dell’istruzione necessitano di sostegno e formazione appropriata per riuscire a trovare un modo efficiente per innovare le metodologie didattiche tradizionali e rendere l’apprendimento più misto e ibrido, una cooperazione tra i portatori di interessi privati e pubblici, che preveda in particolare il coinvolgimento degli editori di materiale didattico con lo scopo di fornire ai docenti una formazione e materiali didattici digitali gratuiti, risolvendo anche le problematiche del diritto d’autore a livello transfrontaliero.
E’ necessario ridurre il divario digitale esistente tenendo conto dei diversi fattori che determinano questo fenomeno, tra cui risiedere in contesti geografici diversi, presentare differenze correlate al genere e all’età, nonché appartenere a gruppi socio-economici svantaggiati. Bisogna utilizzare meglio il sostegno finanziario dell’Ue al fine di garantire che le scuole e gli istituti scolastici possano essere dotati dell’infrastruttura necessaria per una banda larga ad alta velocità e di elevata qualità, in particolare quegli istituti situati in aree con svantaggi geografici, demografici o sociali.
Va accolto con favore il piano d’azione per l’istruzione digitale (DEAP) quale strumento a breve e medio termine teso a favorire, attuare e potenziare l’uso opportuno di pratiche didattiche digitali e innovative negli istituti scolastici, nell’istruzione e nella formazione professionale (IFP) e nell’istruzione superiore, nel quadro dello “Spazio europeo dell’istruzione” e della “Nuova agenda per le competenze per l’Europa”, a integrazione delle “raccomandazioni sui valori comuni e sulle competenze chiave”.

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