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Il modello italiano di governance multilivello su Urbact fa scuola in Europa

La collaborazione tra diversi livelli di governo è un elemento sempre più importante per rendere la nuova programmazione europea vera occasione di sviluppo per le città. La European Week of Regions and Cities ha declinato questo assunto in diversi modi, con un’attenzione forte alle esperienze realizzate negli ultimi anni a partire dalla partecipazione ai programmi europei, ma Anci e Regione Molise hanno riproposto il tema con riferimento al coordinamento sempre più forte instaurato tra autorità centrali, regionali e locali su Urbact e sullo sviluppo urbano sostenibile in Italia.
Il particolare modello di collaborazione proposto dalle realtà italiane impegnate a vario titolo nel principale programma europeo dedicato alle città è stato presentato nel corso del side event ospitato dalla Regione Molise l’8 ottobre, che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti di città italiane e di diverse Direzioni generali della Commissione europea, che hanno tracciato un bilancio delle iniziative di maggior successo sui temi urbani nell’attuale programmazione 2014-2020 e individuato su quali traiettorie sta avanzando il negoziato, che nei primi mesi del 2020 fornirà le prime indicazioni definitive sul futuro della Iniziativa Urbana Europea, il programma che ricomprenderà tutti gli strumenti in favore delle città, e i programmi di cooperazione transnazionale come Urbact. La combinazione tra diversi programmi come Urbact e Urban Innovative Actions, dal budget limitato ma dal forte impatto in termini di moltiplicatore di innovazione, e le programmazioni operative nazionali e regionali può contribuire davvero a creare un impatto maggiore sui territori, con progetti di qualità e basati su un forte coinvolgimento di amministrazioni e comunità locali. È in ragione di questo che il Parlamento europeo sis ta impegnando nell’attuale negoziato a rafforzare la dimensione urbana della politica di coesione proponendo, come ha ricordato l’europarlamentare rapporteur sul Fesr e I fondi di coesione Andrea Cozzolino, l’innalzamento al 10% della quota del Fesr destinata alle città.
Il rafforzamento del ruolo dei contesti urbani nella gestione diretta delle politiche appare come una priorità condivisa da tutti i livelli di governo, come evidenziato anche dal presidente della Regione Molise e componente del Comitato delle Regioni Donato Toma, ma per giungere a questo obiettivo c’è bisogno di un impegno forte in questa fase da parte di tutti i livelli di governo. “La capacità dell’Italia di incidere nell’elaborazione delle politiche europee emerge quando è in grado di fare squadra all’interno e tra le istituzioni” afferma il presidente del Consiglio nazionale Anci Enzo Bianco, ricordando l’impegno dell’intera delegazione italiana in questo senso.
Il miglioramento della capacità di progettazione e di gestione ma anche il coinvolgimento sempre più forte di realtà piccole e media emergono dal confronto tra istituzioni italiane (tra queste l’Agenzia per la Coesione e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che rappresenta l’Italia nel Monitoring Committee di Urbact), istituzioni europee e segretariati dei programmi urbani come le sfide principali per migliorare qualitativamente la partecipazione delle città italiane alle iniziative europee riguardanti le città e allo stesso tempo per creare un impatto più forte e tangibile sui territori.

 

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