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Il CNR compie 98 anni. Mancinelli e Carrozza: “Incentivare ricerca, scienza e progresso sociale”

Il 18 novembre 1923 nasceva il CNR, il più grande Ente nazionale di ricerca con competenze multidisciplinari.
“Fondatore e primo Presidente, Vito Volterra (Ancona 1860- Roma 1940) fu un uomo di impronta moderna ed accademica e una tra le figure più rappresentative della scienza italiana del primo ‘900”. Così il sindaco anconetano Valeria Mancinelli che lo riconosce come “strumento per l’evoluzione economica e per il progresso sociale”.
Obiettivo dell’Ente quello di favorire una sinergia tra Università, ricerca pubblica, organismi statali e industria per lo sviluppo nazionale in tutti i campi del sapere, la fisica, la biologia, la chimica, la medicina.
“Negli uomini di scienza – diceva Volterra – la curiosità di guardare fuori e lontano”, e insieme a lui, nella storia del CNR si ricordano donne e uomini di grande calibro, Guglielmo Marconi, Gustavo Colonnetti, Enrico Fermi, Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, Giulio Natta.
“Nel matematico ammirevoli il suo coraggio e l’impegno civile riscontrati da atti concreti – ricorda Mancinelli -. Volterra si arruolò come volontario nella Grande Guerra, poi, firmando il Manifesto Croce approvato dagli intellettuali antifascisti, fu uno tra pochi, erano soltanto dodici su 1200 doceti universitari, che rifiutò di giurare fedeltà al regime. Per la sua origine ebraica fu allontanato dalla Normale di Pisa e perse la più alta carica di titolare alle Ricerche”. Per il sindaco di Ancona “Volterra è stato un grande scienziato e un esempio sotto il profilo etico e sociale”.
In occasione dell’anniversario della 98º costituzione del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Maria Chiara Carrozza, prima donna alla guida dell’Ente, guarda “la ricorrenza del 18 novembre come spunto di riflessione per il futuro della scienza e della ricerca”. Sulla manovra finanziaria, la Presidente spiega che “dopo la crisi della pandemia e di fronte alla minaccia del cambiamento climatico, il Governo avanza una proposta: un piano per lo sviluppo del CNR – chiarisce – attraverso le competenze di ricercatori, dove siano garantiti investimenti strutturali che possano rilanciare il Paese e raccogliere la sfida della missione scientifica del CNR nell’ambito di un piano di ripresa e di resilienza”. E conclude sulla necessità di “riportare la ricerca al centro dell’attenzione sociale, economica e politica e come volano per la ricostruzione e il futuro del Paese”.

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