• Novembre 23, 2020
di Francesca Romagnoli

Accadde in città

I sindaci di Potenza, Salerno e Avellino ricordano il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980

il sisma si abbatté sulla Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale. In totale 2.914 morti, 8.848 feriti e 280mila sfollati. Numerosi i paesi distrutti, molte le case lesionate, tante le tende allestite per ospitare le famiglie
I sindaci di Potenza, Salerno e Avellino ricordano il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980

Era il 23 novembre 1980, esattamente quarant’anni fa, quando il terremoto si abbatté sulla Campania centrale e la Basilicata centro-settentrionale, in totale 2.914 morti, 8.848 feriti e 280mila sfollati. Numerosi i paesi distrutti, molte le case lesionate, tante le tende allestite per ospitare le famiglie.
Il sindaco di Avellino, Gianluca Festa ricorda: “Il terremoto dell’Irpinia ha segnato la sorte di molti avellinesi, interi territori devastati. La paura e l’incertezza del domani hanno diffuso un grande senso di solidarietà tra i cittadini”. E aggiunge: “Seppure con molte difficoltà abbiamo trovato la forza di rialzarci”.
Ma come reagire in caso di un evento calamitoso? Per il sindaco Festa “la macchina dei soccorsi e della solidarietà deve partire molto prima”. E conclude: “in questo periodo di pandemia ci rialzeremo ancora per gridare ad alta voce che siamo più forti di prima”.
Così invece il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli: “Ero in Piazza Malta quando arrivò la catastrofe, Salerno contò subito i danni e presto scattarono meccanismi di solidarietà, di amicizia e di concorrenza per lo svolgimento di azioni umanitarie”.
Fu proprio questo evento che spinse per la nascita di una Protezione civile che coordinasse i soccorsi, insieme ad una solidarietà sociale e tra le forze politiche che allora fecero uno straordinario fronte comune. La pandemia, rispetto al terremoto del 1980, ha cambiato il corso della storia, “il nemico – conclude il sindaco Napoli – è  impalpabile, nell’aria, ed è pericoloso e preoccupante”.
Grave la situazione del terremoto anche a Potenza e il sindaco Mario Guarente dichiara: “per la mia gente, i miei familiari, i miei nonni, mio padre, tutti di origine irpina, il ricordo è ancora vivo, erano tanti gli sfollati e i feriti”. Un encomio al ministro Giuseppe Zambelletti, padre della Protezione civile che si è tanto speso affinché il processo di ricostruzione avvenisse nel modo più rapido possibile. “Come segno di gratitudine il 23 novembre intitoleremo al ministro l’Aula più importante della Protezione Civile di Potenza”. Infine un ringraziamento particolare a quelli che “a tutti i livelli – conclude – il primo cittadino – stanno impegnando per aiutare il nostro Paese a superare il momento più critico dell’ultimo secolo”. 


Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *