Stati generali del Sud 

I sindaci del Sud pronti alla sfida del Recovery plan. Ma con risorse e progetti condivisi

“Il Mezzogiorno e i suoi sindaci si faranno trovare pronti per affrontare la sfida del Recovery Fund. Ma il mio augurio è che questo governo metta ancora di più al centro i sindaci che hanno sempre il contatto diretto con le comunità. Avere dei progetti, condivisi con il territorio, approvati in tempi rapidi potrà favorire anche la ricostruzione del tessuto di coesione sociale che si è sfilacciato in questi anni: sarebbe un bel messaggio per l’immagine che l’intero Paese, unito nelle istituzioni, potrà proiettare verso l’esterno”. Lo ha affermato Luigi de Magistris, sindaco di Napoli e vicepresidente Anci intervenendo alla Tavola rotonda promossa dalla ministra Carfagna con i sindaci metropolitani nell’ambito della due giorni per gli Stati generali del Sud. 
Insieme al presidente dell’Anci, Antonio Decaro, era presente anche il sindaco di Ravenna e presidente dell’Upi, Michele De Pascale. “L’Italia negli ultimi vent’anni – ha ricordato – ha accumulato un ritardo significativo, su molti indicatori economici e sociali, nei confronti delle altre principali economie dell’Europa. Il Mezzogiorno, in questo trend, ha visto a sua volta aumentare il divario con le aree economicamente e socialmente più forti del Paese. Tuttavia, il ritardo complessivo dell’Italia si supera solo tenendo insieme il Paese, in una strategia di sviluppo comune e condivisa che valorizzi le complementarità, le interrelazioni e le interdipendenze tra Nord e Sud”.
Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ribadito nel suo intervento la necessità di un cambio culturale nel Paese e nel Sud per poter realizzare progetti in grado di contrastare le disuguaglianze e mettere i Comuni nelle condizioni di poter spendere le risorse. “Non date risorse se non fate riforme che consentano di spendere queste risorse. Non vogliamo prendere in giro i cittadini con la fiera dei progetti. Abbiamo presentato 61 progetti che riguardano l’intera area metropolitana di Palermo che vanno dall’innovazione digitale fino a progetti che riguardano la sensibilità ambientale. Ma il tetto del 34% per l’uso delle risorse non basta a superare le disuguaglianze sociali e territoriali del paese. Vanno rivisti i livelli essenziali delle prestazioni per garantire i servizi ai cittadini”.
Una delle sfide più importanti da affrontare, la vera discriminante tra il Nord e il Sud, è per il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà “l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni”. In questa direzione dunque “la clausola del 34 per cento prevista per l’utilizzo dei fondi del recovery fund per il Mezzogiorno va superata. Il problema è che tali fondi vengono considerati come programmazione ordinaria facendo venir meno il carattere aggiuntivo delle risorse del recovery”. Per un giusto equilibrio nella ripartizione delle risorse, “al Mezzogiorno dovrebbe essere riconosciuto il 60 e non il 34 per cento”.
E’ stata poi la volta del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu che ha parlato del Recovery Plan come di un’occasione unica che si potrà sfruttare a pieno “solo se si riuscirà ad intervenire su due versanti strategici: quello della semplificazione delle procedure per accedere ai fondi e poi spenderli e la questione del personale da assumere per la gestione dei fondi Ue, visto che oggi abbiamo una P.a che invecchia con personale che diminuisce costantemente a fronte dell’impossibilità di sostituirlo perché i concorsi sono bloccati per l’emergenza Covid”.
“Non adoro le lamentazioni”, ha detto invece Cateno De Luca, sindaco di Messina. “La mia città si collocava fino al 2018 negli ultimi posti quanto a capacità di spesa delle risorse disponibili. Ma ora nel 2020 è al primo posto. Con uno sforzo notevole abbiamo abbattuto i debiti in due anni e messo a punto piani di rilancio e di sviluppo. Messina ha presentato un piano d’investimenti complessivi pari a 632 mln di euro per il PNRR. Inoltre, abbiamo programmi importanti di risanamento urbano (abbattimento delle baracche nd.r.) e di crescita green, soprattutto per quanto riguarda la forestazione urbana”.
Infine il primo cittadino di Catania, Salvo Pogliese: “Il rilancio del Mezzogiorno – ha detto – non può prescindere, come sottolineato anche dai colleghi, dal potenziamento del personale tecnico deputato alla progettazione. Condizione indispensabile per spendere bene le risorse del Recovey Plan. In effetti, la situazione del personale del Comune di Catania in questo settore è attualmente grave: sul totale di 2300 dipendenti, abbiamo in tutto 2 architetti e 20 geometri. Dunque, una condizione paradossale. Inoltre, altra priorità fondamentale è per noi il contenimento del gap infrastrutturale”.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche i sindaci dei Comuni di Sanvitelle Maria Antonietta Scelza, di Sulmona Annamaria Casini e di Roseto Capo Spulico Rosanna Mazzia. Per tutti la priorità è coinvolgere nella distribuzione dei fondi europei anche i Comuni medio piccoli, puntando sulle tipicità e soprattutto su trasporti e interconessioni con in centri più grandi

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