Invasione dell'Ucraina

L’impegno delle grandi città italiane per accogliere i profughi che scappano dalla guerra

di Aldo Musci e Giuseppe Pellicanò

Pronti sul terreno della solidarietà e dell’assistenza sin dalle prime fasi della crisi ucraina, i Comuni italiani si stanno ora attivando per organizzare la migliore accoglienza possibile per i tanti profughi ucraini in fuga dalla guerra e dall’avanzata delle truppe russe.
“Abbiamo un gruppo di coordinamento insieme con il consolato generale dell’Ucraina e con la Prefettura e stiamo cercando di mettere insieme le disponibilità di alloggio raccolte dal terzo settore e dai privati, tramite il terzo settore, e le richieste pervenute invece dalla Prefettura”, ci spiega al telefono Cristiano Cozzi, direttore dell’Area Sicurezza Integrata e Protezione Civile del Comune di Milano. “L’amministrazione ha poi messo a disposizione alcuni posti nei centri di accoglienza comunali mentre la prefettura ne ha individuati altri nei centri Cas. In base alla tipologia di richiesta e anche grazie al filtro dei servizi sociali – spiega Cozzi -si cerca di indirizzare le persone verso abitazioni o altre strutture, secondo la tipologia di accoglienza. Stiamo anche predisponendo dei supporti in caso di iper afflusso di persone visto che il numero alto di ucraini già residenti nel territorio fa presumere l’arrivo di un numero importante di profughi nei prossimi giorni”.
Anche a Napoli è forte il coordinamento tra il Comune, il consolato ucraino e la Prefettura. “L’assessore alle Politiche sociali Luca Trapanese ha predisposto dei centri di registrazione mobili che si occuperanno di redigere un documento provvisorio e fare uno screening sanitario con un tampone dei profughi in arrivo”, ci spiegano dal suo staff.  Le persone saranno poi trasferite all’albergo Covid presso l’ospedale Del mare e da lì, dopo un secondo screening completo, saranno ricollocate presso nuclei familiari o altre strutture. La solidarietà dei napoletani si è fatta subito sentire. “L’assessore e il sindaco Manfredi hanno pubblicato sul sito del Comune un form con cui hanno richiesto sia un supporto psicologico che di mediatori culturali e di medici ma anche disponibilità di alloggi. La risposta all’appello è stata molto forte”, ci fanno sapere. Tanti cittadini si sono detti pronti ad accogliere sia in modo condiviso che lasciando strutture a loro completa disposizione”.
“Attualmente stiamo raccogliendo medicinali e indumenti nuovi, cui si aggiungono farmaci e materiali per l’igiene personale. L’obiettivo è spedirli nei campi profughi”, spiega Paolo Monte Responsabile dell’Ufficio emergenze del Comune di Genova. “Quanto all’accoglienza diretta di rifugiati nel territorio del Comune, abbiamo in programma di attrezzare e adibire per l’ospitalità un ex seminario vuoto e non utilizzato da tempo. Molto importante in tal senso e l’adesione dei privati cittadini, la cui solidarietà si sta dimostrando particolarmente sentita ed estesa rispetto ad altre precedenti ondate migratorie. Devo aggiungere che nella gestione di tutte queste operazioni, soprattutto in quelle della raccolta di viveri e materiali si stanno rivelando preziosi i furgoni della colonna mobile Anci, utilizzati a pieno ritmo dal nostro personale”.
E’ attiva la sede operativa della Task Force dedicata alla gestione dell’emergenza ucraina, che risponde al numero verde 800938873 e con la mail emergenza.ucraina@comune.roma.it.
“Stiamo ricevendo moltissime segnalazioni – spiega l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari del Comune di Roma– attraverso i canali più disparati e questa sede operativa servirà da raccordo sia per le richieste di aiuto, che per le tante e diverse offerte di collaborazione. Attorno a questa Task Force costruiremo una risposta che sia il più possibile attenta e integrata e che dovrà adattarsi ogni giorno alle specifiche esigenze, per offrire anche un orientamento per l’accesso ai servizi. I posti del circuito dell’accoglienza varranno ampliati, prediligendo spazi adatti ai nuclei familiari, attraverso diverse modalità: la disponibilità degli alberghi; l’aumento dell’offerta con 200 nuovi posti aggiuntivi del SAI e la disponibilità di alloggi che stiamo già ricevendo dai singoli cittadini”,

Le attività dei Comuni per aiutare la popolazione ucraina

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