Coronavirus

I Comuni al tempo dell’emergenza. Come si stanno organizzando per i buoni spesa

I Comuni, dai più grandi ai più piccoli, sono al lavoro per garantire ai cittadini i buoni spesa per affrontare questa emergenza sanitaria. Dopo lo stanziamento di 400 milioni di euro da parte del Governo e in seguito all’ordinanza della Protezione Civile, emanata per assicurare risorse destinate ad interventi di solidarietà alimentare sul territorio, i Comuni stanno pubblicando sui propri siti istituzionali le procedure da seguire per presentare le domande e l’elenco degli esercizi commerciali dove è possibile spendere i buoni spesa.

Così nel Comune di Guasila, con circa 2500 abitanti, in provincia di Cagliari, i buoni spesa o i generi alimentari e prodotti di prima necessità saranno erogati con la procedura del bando aperto, in seguito all’analisi del fabbisogno che sarà realizzata dall’ufficio di servizio sociale, come si legge sul sito. Ad accedere alla misura saranno sostanzialmente nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza sanitaria (chiusura attività produttiva o commerciale, messa in pausa da lavoro, riduzione attività lavorativa a seguito di limitazione spostamenti, maggiori spese derivanti dalla chiusura delle attività didattiche), persone senza reddito o copertura assistenziale e nuclei familiari in carico ai servizi sociali, anche beneficiari del reddito di cittadinanza.

Napoli invece si è scelto di integrare il fondo partenopeo di solidarietà, “Cuore di Napoli”, con le risorse che arriveranno dal governo. I buoni devono essere richiesti al Segratariato sociale del Comune di residenza e valgono sia per i generi alimentari che per i farmaci.
Buoni spesa del valore di 80 euro ciascuno sono quelli che il Comune di Cosenza distribuirà ai suoi cittadini e saranno destinati a ogni componente del nucleo familiare fino ad un massimo di 400 euro. Per poterne usufruire i beneficiari, individuati dai servizi sociali, non dovranno avere un patrimonio finanziario superiore ai 7mila euro.

Anche il Comune di Monasterace ha predisposto modello e regole per la consegna dei buoni spesa. Il valore complessivo degli stessi è calcolato sulla base della numerosità e della composizione del nucleo familiare. Ogni singolo buono spesa avrà un valore di 5 euro e sarà spendibile presso gli esercizi commerciali di Monasterace che abbiano aderito alla convenzione proposta dal Comune. La misura dei buoni spesa comunali, da erogare a favore dei nuclei familiari iscritti all’anagrafe delle famiglie, andrà ad affiancare quella della spesa solidale, che consiste nella consegna di pacchi alimentari con beni di prima necessità.

Mentre a Macerata sono stati consegnati già i primi 45 buoni spesa a fronte di oltre 600 richieste giunte al Comune. I buoni spesa, validi solo per l’acquisto di generi alimentari, vengono calcolati anche in base alla composizione del nucleo familiare: per cui una persona può chiedere per tre settimane al massimo 100 euro se è sola in casa, 180 euro nel caso siano due persone, 250 nel caso siano tre, 310 se sono quattro, 360 se sono cinque e 400 nel caso siano sei persone.

Il Comune di Palermo, che ha istituito anche una “Centrale unica di aiuti alimentare” ha scelto due canali per aiutare le famiglie: uno è l’aiuto alimentare diretto, tramite la consegna dei pacchi alimentari e l’allestimento di punti di distribuzione tra 50 e 100 in diverse zone della città. L’altro è un aiuto economico sotto forma di contributo per acquisti, buoni pasto collegati al codice fiscale del beneficiario da utilizzare alle casse. Mentre a Baradili, in provincia di Oristano, piccolissimo Comune di soli 78 abitanti, non solo attraverso una comunicazione online, ma anche attraverso i megafoni delle strade del paese vengono diffuse tutte le indicazioni e le informazioni su come fare richiesta dei buoni alimentari.

Il Comune di Torre Annunziata e le amministrazioni di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, hanno dato la possibilità ai cittadini di inviare tutta la modulistica presente online non solo mediante posta elettronica ma anche attraverso whatsapp mettendo a disposizione un numero di telefono. Rispetto invece all’ammontare dei buoni spesa, anche in questo caso, varia a seconda della composizione del nucleo familiare: da 200 euro per nuclei formati da una o due persone fino ad un massimo di 350 euro per nuclei familiari con oltre quattro persone.
Latina, invece, anche qui procedura pubblicata sul sito istituzionale, la somma del buono spesa sarà accreditata sulla tessera sanitaria del cittadino. Il voucher sociale per l’acquisto di generi alimentari e farmaci ha un valore di 5 euro a persona al giorno, che potrà salire a 7 euro in caso il destinatario sia un minore.

Leggi anche la seconda parte del focus

Articolo presente in:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *