Istruzione

Giachi sui centri estivi a TGCom24: “Organizzazione e regole costose per i Comuni”

“Le risorse stanno arrivando ai Comuni ma la regole anti covid rendono tutto molto complesso e costoso nell’organizzazione dei centri estivi. In molti Comuni d’Italia si tratta poi di un surrogato di servizi educativi che non sono mai ripartiti dopo l’emergenza. Come Anci abbiamo più volte insistito con il Ministero per una tempestiva presa in carico di questo problema che grava su tante famiglie”. E’ quanto ha dichiarato la presidente della Commissione istruzione di Anci, Cristina Giachi in diretta telefonica a TGCom24 in merito alla questione dei centri estivi.
“Il problema – ha spiegato Giachi – non riguarda solo l’organizzazione delle famiglie e dei tempi di lavoro, ma anche quello della socialità e dello sviluppo delle bambine e dei bambini, e dei danni che non sappiamo quali saranno dopo questo lungo periodo di isolamento. Ci sono una serie di considerazioni da fare che rendono questi centri comunque una risposta importante che i Comuni, sebbene faticosamente, riescono a dare. In questi giorni, come Anci, stiamo cercando di capire quali e quanti Comuni riusciranno davvero a mettere in piedi un’offerta di servizio di centro estivo per le famiglie e i territori”.
La responsabile Anci per l’istruzione ha ribadito poi la necessità di garantire una gamma più ampia di servizi anche per la fascia 0-3 a sostegno delle famiglie ricordando come i Comuni, nonostante le difficoltà, non si siano mai tirati indietro.
“Non ci dimentichiamo – ha concluso Giachi – che ora siamo alla punta di un icerberg, ma questo icerberg sarà presente in tutta la sua portata a settembre quando il sistema delle attività riprenderà e sarà ancora più evidente la necessità della dimensione educativa per le famiglie”.

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