• Maggio 3, 2013
di anci_admin

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Finanza locale – Cosimi: “Non si può giocare la partita del mantenimento del governo sulla pelle dei comuni”

“Occorre puntare ad un allentamento del Patto e della manovra, se questo non succederà ...

“Occorre puntare ad un allentamento del Patto e della manovra, se questo non succederà il conflitto si deve alzare di livello. Non si può giocare la partita del mantenimento del governo sulla pelle dei comuni". Ad affermarlo è il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali, che è intervenuto oggi al seminario "Il bilancio 2013" promosso da Anci Toscana  e IFEL Fondazione Anci. Decreto pagamenti, Imu, Tares, Patto di stabilità sono stati al centro del seminario che ha visto la partecipazione di circa 150 partecipanti tra amministratori ed esperti. "Sull’Imu dobbiamo smettere di ragionare in termini di campagna elettorale – aggiunge Cosimi – va bene tutto, basta che ai comuni sia consentito di esercitare la propria autonomia. Sui bilanci abbiamo lavorato per il termine del 30 giugno ma ad oggi non abbiamo certezza né sulle entrate né sul regime normativo. Nessuno è contrario ad una ridiscussione dell’Imu, per certi versi poter non essere più gabellieri dello Stato sarebbe una grande soddisfazione, ma non ci si può alzare un giorno e dire via l’Imu o sospendiamo il primo versamento e il giorno dopo dire il contrario". 
Infine, "ci troviamo in una grande incertezza – prosegue Cosimi – che in una fase di espansione dell’economia si può gestire ma in una fase di ristrettezze come quella attuale determina una situazione di sofferenza. La Toscana ha come tradizione una quantità e di servizi importanti ma il taglio della spending review nel 2013  complica ulteriormente le cose e determina una riduzione oggettiva di circa il 9 per cento della spesa per consumi intermedi in tutti i comuni, una situazione che diventa insostenibile".
Come ha ricordato Silvia Scozzese, direttore scientifico IFEL, nel periodo 2007-2014 il contributo finanziario dei comuni italiani al risanamento della finanza pubblica è di oltre 15 mld, di cui il 40% da tagli di risorse trasferite e il 60% da inasprimento del Patto di stabilità. Nel 2013 i Comuni presentano un saldo obiettivo positivo, ai fini del Patto di stabilita interno, di 4,3 mld di euro (180 milioni sono scontati dal PSI dei piccoli comuni). A ciò si aggiungono i tagli disposti dalla legge di stabilità per l’anno 2012, dal DL 78 del 2010 e da ultimo i 2.250 milioni di euro del DL 95 del 2012 (spending  review), per un importo complessivo di 6,2 miliardi di euro, pari al 40 per cento delle risorse trasferite dallo Stato nel 2010.
Nel 2013 i comuni della Toscana sono chiamati a contribuire al risanamento della finanza pubblica per 709 milioni di euro, derivanti per 279 milioni di euro dal Patto di stabilità e per 430 milioni di euro dal taglio di risorse (consolidamento DL 78/2010, consolidamento DL 201/2011 e spending review 2013), per un sacrificio complessivamente pari a circa il 21% della spesa corrente 2010. Inoltre dal 2007 al 2010 complessivamente i Comuni della Toscana registrano una contrazione degli investimenti pari a circa il 17%, valore comunque inferiore al calo del 21,5% registrato a livello nazionale (ulteriori dati sono disponibili sul sito www.ancitoscana.it).
All’incontro di oggi, che ha visto la partecipazione anche dell’assessore regionale Vittorio Bugli, del responsabile entrate di Ifel Andrea Ferri e del coordinatore della Consulta ragionieri di Anci Toscana Nicola Falleni – ha preso parte anche l’assessore al bilancio del comune di Firenze Alessandro Petretto. "Ci troviamo ad operare in una situazione di grave incertezza in un quadro estremamente restrittivo – ha affermato Petretto -. Per esempio sullo sblocco dei pagamenti siamo in attesa della scadenza del 15 maggio. Come Comune di Firenze abbiamo fatto richiesta di spazi finanziari per 81 milioni di euro e abbiamo cominciato a pagarne alle imprese circa la metà, ora attendiamo di conoscere quanto effettivamente potremo pagare. Siamo arrivati a un punto in cui non c’è più spazio per l’autonomia tributaria dei comuni, non esiste allo stato attuale un tributo che i comuni possono decidere se mettere o meno. Sull’Imu l’ipotesi di una sospensione creerebbe un problema di liquidità per i comuni, una abolizione dell’Imu sulla prima casa la ritengo ingiustificata e non prioritaria rispetto ad altre forme di riduzione della pressione fiscale, ad esempio una tassazione dei redditi di impresa e sul lavoro come dichiarato giorni fa dal direttore dell’Ocse". (com)