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Decennale Fruttero, Nappi (sin. Castiglione Pescaia): “Gli intitoliamo il Belvedere con vista mare”

“Carlo Fruttero, la sua passione per la scrittura, ma senza eccessi e senza clamore”. Così Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia: “il romanziere, saggista e traduttore morì il 15 gennaio 2012, assistito dalla figlia Carlotta nella sua casa di Rottamare, quel tratto di Maremma marina dove si era stabilito nella sua residenza estiva dopo aver lasciato Torino, sua città natale”.
Un uomo sempre al fianco di Franco Lucentini, conosciuti come la ditta F&L due scrittori e compagni di lavoro inossidabili, due amici inseparabili, e soprattutto la coppia più celebre della letteratura italiana del ‘900.
Una vita vissuta tra ironia e umorismo che i due amici condividevano, nella vita come nel lavoro. Si conobbero a Parigi nel lontano 1952, erano giovani e in cerca di fortuna, e non si lasciarono più, se non per la malattia di Lucentini che lo costrinse all’immobilità e che lo portò al suicidio.
Segnato dalla morte del compagno di squadra, Fruttero divenne un uomo profondamente malinconico, per molto tempo abbandonò la scrittura, quella coppia si era sciolta in un modo imprevedibile, lo scrittore piemontese non sentiva più l’ispirazione che gli veniva dall’amico e dalla passione comune tra la fantascienza e il giallo.
Queste le sue parole: “La vita bisogna guardarla un pezzetto alla volta, mai tutta insieme, altrimenti ti scoraggi e smetti di vivere”. Nella sua ‘seconda vita’ a Rottamare, Fruttero condivise con Italo Calvino la terra della Maremma, i luoghi da cui trarre ispirazione, e i due scrittori rimasero legati da grandi affinità,  soprattutto nella morte: il 19 settembre rimane una data memorabile per entrambi, la nascita di Fruttero nel 1926 e la morte di Calvino nel 1985. E ancora: il 19 settembre 2010 il Comune di Castiglione della Pescaia conferì allo scrittore piemontese la cittadinanza onoraria, in quello stesso giorno ricorreva il 25esimo anniversario della morte di Calvino.
“Aiutato dalla figlia – precisa il sindaco Nappi – scrisse il necrologio che alla sua morte fu pubblicato in una tiratura limitata, trecento copie che, per sua volontà, furono distribuite tra quelli che parteciparono all’ultimo saluto allestito nella Camera ardente all’interno della Biblioteca a lui dedicata, un tributo della comunità e un segno del grande talento che Fruttero ha sempre rappresentato”.
Per suo desiderio di rimanere nell’ombra, anche la sua morte passò inosservata: il 13 gennaio 2012, il naufragio della Costa Concordia nell’Isola del Giglio riuscì ad oscurare pienamente la vita di un uomo che stava morendo nella sua casa tra la pineta di Rottamare.
“Nel decennale della scomparsa – spiega il primo cittadino – la terra che ha tanto amato non lo ha dimenticato. L’amministrazione ha deciso di intitolargli uno dei punti più panoramici del territorio, l’affaccio sul mare delle mura del Castello che – conclude Nappi – dal 15 gennaio 2022 si chiamerà Belvedere Carlo Fruttero, nel crocevia degli artisti che hanno segnato la vita culturale del paese, tra Via Italo Calvino e Piazza Georg Solti”.

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