Pnrr

Decaro: “A che punto sono i progetti dei Comuni? Il 22 e 23 giugno evento Anci a Roma per parlarne”

“Il ruolo dei comuni nella gestione dei progetti e dei fondi del Pnrr è determinante: ci sono 40 miliardi per gli enti locali, che storicamente rappresentano il soggetto  attuatore che contribuiscono maggiormente alla spesa pubblica per  investimenti nel nostro Paese. Abbiamo chiesto che i finanziamenti del Pnrr destinati ai Comuni fossero definiti entro giugno 2022. Ora tocca a noi, non ci sono più alibi. Anche per questo l’Anci farà molto presto un primo bilancio pubblico, in un’occasione importante e sarà a Roma, al Centro congressi della Nuvola, il 22 e 23 giugno prossimi.  Si chiamerà “Anci Missione Italia”, un grande evento al quale vi invito fin d’ora e che servirà a capire fino a che punto abbiamo rispettato gli obiettivi che ci eravamo dati, come stanno andando le cose, che cosa c’è da aggiustare, da correggere, da aggiungere”. Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, parlando con i giornalisti a margine dell’assemblea dei comuni delle Marche di Ancona.
“Nel 2019 – ha sottolineato Decaro – sono state utilizzate dai comuni il 25% delle risorse per opere pubbliche. L’Anci ha chiesto al governo di semplificare l’assegnazione delle risorse e le procedure relative alla progettazione, alle autorizzazioni e alle gare”.  Decaro ha anche rimarcato che grazie a quanto ruota attorno al Pnrr “sono arrivate anche opportunità di assunzione in deroga ai  paletti del 2009 e con assunzioni specifiche fino al 2026”. “Spero che le assegnazioni avvengano tutte entro il mese di giugno, che è la data che abbiamo dato al governo. Poi sarà onere dei sindaci e nostra responsabilità riuscire a trasformare le idee e i progetti in opere pubbliche entro il 2026 e che aiuteranno a  cambiare il nostro Paese, facendolo diventare più equo e più giusto  e non a farlo tornare com’era nel 2019”.
Parlando della ricostruzione “finalmente realtà, grazie all’interlocuzione con il governo e con il commissario Legnini”, il presidente dell’Anci ha ribadito che “i sindaci non cercano dei privilegi” ma  “vorremmo essere trattati come le altre figure istituzionali”. “I sindaci – ha aggiunto – non possono candidarsi al Parlamento, hanno un limite di due mandati che nessun’altra figura istituzionale ha e, soprattutto, c’è un tema di responsabilità”. “Non vogliamo immunità e impunità – ha rimarcato Decaro -: cerchiamo di avere un limite preciso rispetto alle nostre responsabilità. Se poi un sindaco dovesse sbagliare pagherà le conseguenze, anche più degli  altri perché tradisce il consenso e la fiducia dei propri  concittadini”.
Infine un passaggio sul caro bollette e l’inflazione che creano “problemi non solo sulle opere del  Pnrr, ma anche sulle altre opere che i comuni continuano a gestire e  per le quali, per fortuna, le risorse del Piano sono aggiuntive  rispetto a quelle che spendiamo quotidianamente per le opere  pubbliche”. “Il governo – ha ricordato il presidente dell’Anci – ha messo questo tema al primo posto, perché rischiamo di  avere alcune aziende che lasciano i cantieri”. “Abbiamo da un lato una norma che ci ha permesso di modificare i contratti attraverso una sorta di variazione dei prezzi, dall’altro stiamo chiedendo al governo di mettere ulteriori risorse. L’aumento dei costi – ha chiosato Decaro – rischia di impedire la realizzazione di opere  finanziate con il Pnrr”.