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Dal Pnrr linfa per un’Europa dei Comuni più unita, forte e solidale, le esperienze dei sindaci

BERGAMO – Il Pnrr rappresenta un’occasione unica per costruire una ‘nuova’ Europa, più forte, coesa e solidale, ma la sua riuscita dipende molto dalla semplificazione delle regole per riuscire a conciliare le attività ordinarie con gli interventi straordinari da programmare negli anni. Su questo tema si sono confrontati sindaci di grandi e medie città, in apertura della prima giornata della 39esima Assemblea, rispondendo al giornalista del Sole 24 Ore Gianni Trovati.
“All’inizio quando ho ereditato la gestione di un’amministrazione gravata da 80 milioni di debito il primo impatto è stato di forte paura. Ora che siamo riusciti a mettere in cantiere 84 milioni di finanziamento dico che la sfida del Pnrr da improbabile era necessaria e va continuamente rilanciata”, ha sottolineato Giovanna Bruno Sindaca di Andria. “Certo – ha aggiunto – rimangono delle carenze strutturali, ma il Pnrr rappresenta per tutti noi un esercizio di apprendimento continuo visto che dobbiamo misurarci con regole di rendicontazione diverse”. Per la sindaca pugliese, uno dei problemi aperti da risolvere riguarda la difficoltà di conciliare la gestione dell’ordinario con gli investimenti del futuro. “La mia amministrazione vive un paradosso: abbiamo un asilo nido e una piscina comunale chiusi per lo stato di predissesto, ma nello stesso tempo ci siamo potuti candidare per finanziare nuove strutture con i fondi del Pnrr”.
“Per vincere la sfida del Pnrr come amministrazioni locali siamo chiamati a cambiare l’approccio complessivo e strategico e lo dobbiamo fare sostenendo il peso sulle spalle fragili di assetti amministrativi che scontano il lungo blocco delle assunzioni”, gli ha fatto eco Roberto Lagalla Sindaco di Palermo. Questa sfida anche culturale “ci impone una profonda modifica del modo di governare e ci porta a puntare tutto sulla programmazione che non deve essere più una voce vuota dell’elenco telefonico, ma qualcosa di concreto”. In questo senso per il sindaco di Palermo è “fondamentale creare una coerenza tra l’attività di programmazione ordinaria che continua il suo percorso e quella straordinaria incarnata dal Pnrr”. Mentre è altrettanto auspicabile che “arrivi una semplificazione dei diversi sistemi di rendicontazione, europea, statale e regionale”.
“Come amministrazione viviamo il problema di dover coniugare un’ingente mole di investimenti – 878 milioni – ma di diversa estrazione, ciascuno però con i propri sistemi operativi e di rendicontazione”, ha evidenziato Stefano Lo Russo Sindaco di Torino auspicando una semplificazione complessiva delle regole. Nella sua valutazione la vera sfida da vincere non sarà tanto “quella di progettare gli interventi sui territori quanto quella di riuscire poi a concludere le opere finanziate”. “Non abbiamo un Codice degli appalti che facilita il compito e nella mia città – ha spiegato – quasi tutte le gare bandite sopra i 100 milioni finiscono sempre davanti al Tar”. “Credo che il governo debba ragionare su un quadro complessivo di deroghe e di poteri commissariali per le amministrazioni locali. Solo in questo modo riusciremo a venire incontro ai problemi concreti che abbiamo ogni giorno e a vincere la sfida di migliorare le nostre città nel futuro”.
Giovanni Saverio Furio Pittella Sindaco di Lauria ha invece sottolineato come il dibattito sul Pnrr debba tornare sui binari del realismo. “Il Pnrr è nato in un’epoca quando non c’era la guerra che ha cambiato gli scenari in termini di costi, tempi e priorità. L’accordo firmato in Europa può essere cambiato come tutti i contratti e si possono negoziare delle modifiche per rendere questo strumento più concreto. Nel mio comune – ha sottolineato Pittella – si sono registrate gare che sono andate deserte perché ai prezzi attuali le imprese si sono ben guardate dal parteciparvi”. Altro terreno di riflessione per il sindaco di Lauria è quello di “dover conciliare l’impatto della programmazione ordinaria con le risorse straordinarie del Pnrr”, il tutto dovendo fare i conti con “strutture amministrative che in questi anni sono stati falcidiate dai tagli alle assunzioni”.

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