Enti locali

Convegno Cisl – FP, Decaro: “Abbiamo bisogno di assumere per garantire servizi ai cittadini”

Ripensare e discutere con gli stakeholder istituzionali il futuro della rete di servizi pubblici al cittadino e il rilancio di una pubblica amministrazione che riparta dal lavoro e dai bisogni di famiglie e imprese. Questo il filo conduttore del convegno promosso da Cisl-FP “Prima che sia domani. Una nuova Pa per l’Italia del futuro” a cui ha preso parte il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro intervenuto in video-collegamento.
Dal tema del personale della pubblica amministrazione, alla formazione, fino ai servizi da garantire ai cittadini, tanti i punti analizzati nel corso del dibattito su cui il presidente Decaro ha rimarcato il ruolo fondamentale degli enti locali e dei primi cittadini in un dialogo costante con i diversi soggetti istituzionali.
“I Comuni in dieci anni – ha rimarcato Decaro – hanno perso 120 mila unità di personale mentre l’età media dei dipendenti si attesta oggi sui 54 anni. Siamo l’unico comparto, assieme alle Province e alle Città metropolitane, che hanno subito grandi tagli di risorse nel corso degli anni. Adesso abbiamo un sistema più flessibile per quanto riguarda le assunzioni che tiene conto dell’equilibrio finanziario, ma possiamo fare di più. Ad esempio chiediamo, che dal calcolo di quell’equilibrio si possano eliminare le spese esterne, così da garantire una maggiore capacità assunzionale. Ogni sindaco, dopo l’elezione ha la responsabilità di realizzare il programma e le opere per cui è stato votato ma per far sì che la macchina amministrativa proceda a passo spedito abbiamo bisogno di poter assumere personale per poter raggiungere gli obiettivi fissati e migliorare le condizioni delle nostre città e la vita dei cittadini. Possono ancora essere eliminati vincoli e tetti per poter procedere con le assunzioni indipendentemente dai progetti del Pnrr recuperando così i dipendenti, o almeno una parte di questi, persi negli anni”.
Per una pubblica amministrazione efficace ed efficiente è necessario però garantire anche percorsi formativi per rispondere alla necessità di nuove figure professionali soprattutto in relazione all’attuazione del Pnrr.
“Anche nelle PA c’è sempre più bisogno di figure professionali specializzate in alcuni settori, forse trascurati prima, come ad esempio il sociologo urbano, il geografo urbano per le quali spesso è difficile trovare percorsi formativi ad hoc. Per questo l’Anci ha stipulato un accordo con il Politecnico di Milano e con l’Università di Bari per avviare un ciclo di master che possano preparare e formare queste figure”.
A questo va aggiunto anche l’attivismo e la partecipazione civica: “sempre di più – ha precisato Decaro – i cittadini si attivano per la cura dei beni comuni e degli spazi pubblici, chiedono di intervenire nelle scelte dell’amministrazione comunale secondo il principio costituzionale della sussidiarietà orizzontale. Quindi c’è bisogno anche di figure specializzate sui temi della partecipazione o dell’inclusione sociale”.
Dalla necessità di interventi maggiormente flessibili per permettere ai Comuni di assumere al bisogno formativo degli Enti locali, il dibattito si è focalizzato anche sul tema della sicurezza urbana e delle polizie locali su cui Decaro ha richiamato la necessità di agire assieme al Governo per rivedere la legge quadro sulle polizie locali.
“Le polizie locali – ha precisato – sono molto di più che un presidio di sicurezza. in tanti casi, come nei piccoli centri, sono la struttura portante delle nostre comunità. Si occupano di diverse attività cittadine e non solo di sicurezza, come l’emergenza sanitaria ha recentemente dimostrato”.
Spazio, infine, anche al tema della scuola e in particolare ai servizi educativi 0-6 anni. “Dobbiamo fare molta attenzione – ha osservato in chiusura il presidente di Anci – alla differenza tra spese di investimento e quelle di gestione: sono due forme diverse di sostegno allo 0-6 previste nel Pnrr. È importante che i finanziamenti arrivino direttamente ai Comuni, per questo abbiamo lanciato una proposta al Governo per la ripartizione dei fondi,  basandosi su due parametri: la popolazione 0-6 anni e i posti degli asili nido necessari per accoglierla, così da poter indirizzare le risorse dallo Stato ai Comuni con un sistema perequativo verticale”. Una proposta, dunque, per rispondere in modo concreto alle esigenze di quei Comuni dove maggiore è il fabbisogno reale a fronte di minori  risorse.
Un confronto a tutto tondo quello che ha visto protagonista il presidente dell’Anci Decaro per tracciare assieme ai partecipanti i contorni di una pubblica amministrazione impegnata in prima linea nella ripartenza del Paese di cui gli enti locali sono l’asse portante.

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