Buone pratiche

Concluso il Festival Urbact, in vetrina soluzioni innovative per migliorare la qualità della vita

Con la presentazione delle esperienze realizzate dalle Città giuste e da quelle inclusive e sicure, è entrata nel vivo la IV edizione del festival delle Buone pratiche Urbact, apertosi giovedì 7 luglio a Bari con una conferenza stampa cui ha partecipato il presidente Anci Antonio Decaro (rassegna stampa della presentazione). L’evento, organizzato da Anci in qualità di Punto nazionale URBACT, ha messo in vetrina le soluzioni pensate e realizzate nell’ambito delle reti di città europee finanziate dal principale programma UE sullo sviluppo urbano sostenibile.
Protagoniste della seconda giornata le soluzioni innovative realizzate per migliorare la qualità della vita delle persone, ad iniziare dalle esperienze del Comune di Torino e di Milano. Il primo Comune è capofila del Network URBACT UIA-Transfer Mechanism CO4CITIES che dà seguito ad un progetto già implementato dal capoluogo piemontese, con la partnership di Anci, per favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione e al riuso degli spazi pubblici e delle strutture dismesse o semi utilizzate. Milano guida invece il Network URBACT CITIES4CSR che coinvolge 10 città in tutta Europa e in questo ambito sta trasferendo un modello innovativo di gestione delle aree agricole urbane. Da parte sua il Comune di Pordenone sta sperimentando i Social Impact Bond, uno strumento finanziario innovativo per finanziare azioni nell’housing sociale in particolare nelle periferie urbane.
L’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, partner del Network URBACT Urbsecurity guidato dalla città di Leira in Portogallo e che vede tra i suoi partner anche il Comune di Parma, ha lavorato sul tema della sicurezza urbana. L’attività si è concentrata in particolare sulla definizione di strategie urbane integrate per rendere le città più sicure ed inclusive. Identificare e sperimentare interventi ed azioni per prevenire l’esclusione sociale e i comportamenti antisociali.
Hanno invece mirato all’integrazione delle fasce deboli della popolazione la città di Roma che, in quanto capofila del Network R:Urban si è impegnata nel coordinamento di una rete di trasferimento, basata sulla buona pratica di gestione degli orti urbani capitolini. Mentre Trapani ha fatto leva sulla cultura con un progetto di pianificazione e rigenerazione urbana del Quartiere Cappuccinelli, area centrale ma considerata a rischio della città.
La presentazione di queste come di altre esperienze innovative, testimonianze della vivacità delle città italiane, hanno fatto da preludio all’intervento di Carlos Moreno, accademico franco-colombiano e teorico del concetto “città dei 15 minuti”. La sua concezione, diventata parte integrante dell’agenda politica del sindaco di Parigi Anna Hidalgo, riguarda il diritto di avere spazi pubblici, servizi, scuole e sport accessibili a 15 minuti da casa. Un approccio che è stato declinato in tante città del mondo da Copenaghen a Portland e che dopo il Covid ha avuto un grande impatto rilanciando l’idea della città di prossimità. Un principio che non a caso è stato illustrato durante il Festival proprio a Bari, una delle città che ha maggiormente lavorato su questo tema centrale per migliorare la qualità della vita delle persone.

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