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Città italiane ed europee a confronto sull’agenda urbana in vista della nuova programmazione Ue

In che modo la partecipazione delle città ai programmi europei sullo sviluppo urbano produce effetti concreti e politiche integrate? E qual è l’impatto del programma Urbact sui territori? Di questo e delle esperienze delle città italiane ed europee si è parlato nel corso del seminario online “National urban networks towards urban agendas” che si è tenuto questa mattina nell’ambito degli appuntamenti della 18th European week of Regions and cities al quale, in rappresentanza di Anci, è intervenuto il responsabile Area Studi, Paolo Testa. L’esperienza di molti Comuni italiani ed europei, che fanno parte della rete Urbact e di molti altri programmi europei, come Urban Innovative Actions, sono la testimonianza che nei contesti locali si sperimentano soluzioni innovative per affrontare questioni e sfide comuni. Soluzioni che forniscono spunti e una visione di lungo periodo nella definizione dell’agenda urbana europea alla luce del nuovo periodo di programmazione 2021-2027.
Così, ad esempio, la città di Prato ha avviato il progetto “Strategia 2030” in cui ha definito i pilastri su cui intervenire per lo sviluppo urbano integrato. Con il programma Urbact l’amministrazione locale ha focalizzato l’attenzione sul tema dell’economia circolare, mentre con UIA – Urban Innovative Actions sta realizzando un progetto di “giungla urbana” per la cura partecipata del verde urbano. Oltre all’esperienza di Prato, illustrata dall’assessore all’urbanistica Valerio Barberis, si è parlato anche di Roma che, con la sua partecipazione ai network urbani internazionali sta qualificando l’azione della Capitale sui temi dello sviluppo sostenibile, a partire dall’azione del network di Urbact RU_RBAN – Urban Agriculture for Resilient Cities centrato sugli orti urbani, come ha raccontato l’assessore all’urbanistica Luca Montuori.  Nel corso del dibattito spazio anche all’esperienza della Polonia, con l’intervento di Aldo Vargas della rete Urbact Polonia che ha presentato il progetto Partnership City Initiative, uno schema nazionale che promuove lo scambio di soluzioni e pratiche tra le città polacche seguendo il metodo Urbact verso politiche urbane sempre più condivise con i cittadini. Ma perché ciò sia possibile è anche necessario, come ha sottolineato nel suo intervento Giorgio Martini dell’Agenzia di Coesione, rafforzare la connessione tra i diversi strumenti e programmi europei (come i Pon e i Por) per migliorare la qualità della vita nelle nostre città con politiche integrate.