#MissioneItalia2022

Carfagna: “Forte responsabilità nell’uso di queste risorse se no saremo colpevoli dello spreco”

“Conosco e stimo molto lo straordinario lavoro svolto, soprattutto nel periodo pandemico, dei sindaci italiani sul territorio. I fondi provenienti dal Pnrr rappresentano un momento importante per tutti comuni, per le regioni, per le istituzioni, per tutti gli attori economici ma sono fondamentali per ripartire per le regioni del sud”. Così Mara Carfagna, Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale all’evento #MissioneItalia2022.

“Ma è forte la responsabilità nell’uso di queste risorse che se non utilizzeremo a pieno saremo colpevoli dello spreco – continua la Ministra – Questa responsabilità si moltiplica se teniamo conto anche delle altre risorse, aggiuntive rispetto al Pnrr. Penso al Fondo di coesione territoriale gestito dal Ministero del sud, ma anche i Fondi strutturali dell’Ue, su cui chiuderemo l’accordo di partenariato con l’Unione Europea presto per la programmazione del periodo 2021-2027. Penso al Fondo per la salute o PON metro che abbiamo esteso con risorse ulteriori alle città medie e di area vasta, circa 42 mld di euro di cui ben 31 miliardi destinati al mezzogiorno, fondi aggiuntivi che amplificano le responsabilità per progettare e attuare le misure”.

“Conoscevo già le difficoltà di spesa – ha concluso la Ministra – le rigidità di bilancio che impediscono ai sindaci di poter attuare gli investimenti soprattutto per i comuni del sud siamo partiti dalle competenze, bandendo concorsi. Abbiamo attivato altre misure di sostegno per gli enti locali nell’ultimo anno per cercare di ovviare all’esito non soddisfacente del bando per le assunzioni di personale negli enti locali, attivati con il Ministro Brunetta. In sintesi, abbiamo potenziato le strategie nazionale per le aree interne, sottoscritto di programma quadro per l’erogazione delle risorse, sbloccate risorse e istituito una settantesima area interna con le isole minori a cui aggiungeranno presto altre 43 aree interne, i contratti nazionali di sviluppo che hanno 800 mln di dotazione e 162 interventi, 6 regioni e 100 comuni coinvolti per realizzare i progetti rimasti nei cassetti”.

 

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