Pari opportunità

Bologna presenta Piano per l’uguaglianza, Terranova: “Modello virtuoso. Anci apprezza e rilancia”

“L’occupazione femminile in Italia è poco sotto la soglia del 50 per cento e la perdita di lavoro femminile nel 2020 ha colpito per il 70 per cento proprio le donne. Da Bologna nasce oggi un modello virtuoso, basato proprio sull’occupazione al femminile, che come Anci apprezziamo e sosteniamo affinché rappresenti un momento di svolta da promuovere in tutti i Comuni”. Così la sindaca di Termini Imerese e delegata Anci alle Pari opportunità, Maria Terranova, parlando nel corso della presentazione del Piano per l’uguaglianza della Città Metropolitana di Bologna. Un piano nato nel novembre 2021 e coordinato dalla delegata alle Pari opportunità della Città Metropolitana di Bologna, Simona Lembi, che ha avviato un lungo percorso partecipato a cui hanno preso parte amministratori e amministratrici, parti sociali ed economiche, associazioni, cittadine e cittadini.
“E’ un onore e un piacere partecipare, in presenza, a questa giornata – ha detto la Terranova – poiché l’Anci sottolinea da sempre, e con vigore, la necessità di una strategia di genere che sia trasversale, sistemica e integrata proprio come quella presentata oggi che rilancia presentando un piano all’avanguardia fatto di azioni concrete”.
“L’Italia – ha ricordato Terranova – è un Paese caratterizzato da rilevanti differenze di genere. Il Covid ha esacerbato queste disuguaglianze. Sono cresciuti gli episodi di violenza, con il 73 per cento di chiamate in più ai numeri anti-violenza. Così come peggiorate sono le condizioni di dipendenza economica a causa della perdita del lavoro. Anche nei casi di smart working – ha notato poi la sindaca di Termini Imerese – le donne sono andate in maggior difficoltà, costrette, senza servizi e sostegno adeguati, a conciliare il lavoro e la famiglia”.
La delegata Anci ha poi citato il dato per significare anche il divario geografico tra il Nord e il Mezzogiorno. “Nei primi tre trimestri del 2020 l’occupazione persa dalle donne al Sud è stata tre volte superiore rispetto agli uomini, portando il tasso di occupazione ai numeri del 2009. Questo ha fatto il paio con la carenza di servizi per la prima infanzia e la cronica disparità salariale”. “Le donne aumentano nelle istituzioni – ha rimarcato poi Terranova – ma a livello nazionale siamo ancora lontani dai numeri dell’Emilia Romagna, dove il numero dei Comuni amministrati da sindache è al 48 per cento negli ultimi trent’anni”.
“Oggi – ha concluso la delegata Anci – in circa la metà delle coppie la donna non lavora. I figli la reputano una condizione e un modello normale ma che normale non è. Per abbattere gli stereotipi servono azioni, serve darsi una priorità, servono risorse. Servono investimenti per l’occupazione e infrastrutture sociali che possano ridurre il carico di disuguaglianze che grava sulle donne. Solo così potremo arrivare a quella svolta necessaria, tanto a livello locale quanto a livello di sistema Paese”.

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