Immigrazione

Biffoni alla Camera: “Bene il ritorno ad accoglienza diffusa, il circuito dei Cas torni residuale” 

“Apprezziamo molto il fatto che con questo decreto si ritorni ad un percorso di accoglienza che coinvolge i territori e che individua nel sistema dei Comuni quello su cui strutturare la gestione dei flussi migratori. Come amministratori dobbiamo tutelare le nostre comunità ma anche le persone che arrivano garantendo loro un percorso di inserimento dignitoso. E’ un tema che riguarda tutti i sindaci, di ogni colore politico e provenienza geografica”. Lo ha affermato il sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione, Matteo Biffoni, durante l’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera, nell’ambito della conversione in legge del Dl n. 130/2020 che modifica l’impianto dei cosiddetti decreti Sicurezza.
Riportando le richieste emerse in seno alla Commissione Immigrazione dell’Anci, Biffoni ha ricordato innanzitutto “la necessità di supportare i sindaci nell’interlocuzione con i prefetti nell’ascolto delle esigenze dei territori, anche per evitare la concentrazione di molti migranti in pochi grandi centri”. Il delegato ha poi auspicato  da un lato “il rilancio della clausola di salvaguardia e di altri incentivi, così da consentire ai Comuni di entrare e rimanere nella rete SAI (Sistema di accoglienza e integrazione, la denominazione prevista dal nuovo decreto 130); e dall’altro ha invocato ”l’aumento dei posti SAI, con la graduale riapertura dei bandi per consentirvi l’accesso di nuovi Comuni, anche per continuare a garantire le misure di contenimento da Covid19”.
Più in generale il delegato Anci ha espresso l’auspicio che l’accoglienza nel circuito dei CAS prefettizi torni ad essere residuale: “Su 80 mila persone accolte, circa 25mila sono nella rete SAI, mentre 65 mila si trovano tra CAS, hotspot e centri temporanei. Siccome lo spirito del nuovo decreto valorizza i territori, bisogna aumentare al massimo i posti di accoglienza comunale e le relative risorse”, ha sottolineato. Un rafforzamento strutturale che “consentirebbe anche di affrontare meglio le fragilità in aumento nella rete, investendo sulla qualità dei servizi”. Altrettanto importante la continuità del dialogo al tavolo di Coordinamento nazionale sull’immigrazione che dovrebbe “tornare a riunirsi con cadenza regolare”.
Venendo poi ad alcune proposte emendative al decreto, da definire in Commissione Immigrazione ANCI, Biffoni, in attesa di una riforma della normativa in materia di ingresso e permanenza in Italia per motivi di lavoro, ha sollecitato “la definizione della posizione amministrativa dei migranti in condizioni di fragilità, prevedendo sia espressamente la convertibilità del permesso di soggiorno per cure mediche in permesso di soggiorno per lavoro sia l’introduzione di una norma che preveda il rilascio di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale a favore del migrante irregolare, individuato attraverso l’intermediazione delle associazioni di categoria per il lavoro stagionale e che accetti la condizione di ritorno al paese di origine al termine del periodo massimo di lavoro (9 mesi)”.
Altra questione sottolineata da Anci è quella della deroga ai vincoli per le assunzioni del personale dei Comuni impiegato negli interventi e servizi per l’accoglienza e l’integrazione dei cittadini stranieri. Biffoni ha auspicato  pure che venga garantita l’agevolazione delle procedure di cancellazione anagrafica dei beneficiari ospitati nella rete SAI, in caso di revoca delle misure di accoglienza o di allontanamento non giustificato.
Infine, in risposta alle dichiarazione di Biffoni, il presidente della I Commissione di Montecitorio, on. Brescia, ha convenuto in merito alla necessità di reperire le adeguate risorse per l’ampliamento della rete SAI, da concretizzare già con un intervento in legge di Bilancio.