Borghi più belli d’Italia 

Bianco: “Qualità e spirito di squadra, sono grande occasione per sviluppo del sistema Paese”

“I Borghi più belli d’Italia sono una grande opportunità per il sistema Paese perché puntano sulla qualità, sull’innovazione e sullo spirito di squadra. Per questo costituiscono una realtà di eccellenza a livello non solo italiano ma anche europeo. Credo che bisogna utilizzare questo canale anche per consentire a tutti i borghi “remoti” , anche del Sud, l’interconnessione che sarà elemento decisivo per la ripresa anche in chiave di uso ottimale delle risorse previste dal Pnrr”. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale Anci Enzo Bianco, intervenendo ai lavori della XXI Assemblea nazionale de ‘I Borghi più belli’ che ha visto la partecipazione di circa 300 sindaci convenuti a San Martino in Campo nei pressi di Perugia.
Bianco, che ha portato i saluti dell’Associazione e del presidente Decaro, ha sottolineato come “i piccoli borghi rappresentino una “straordinaria occasione di attrazione turistica e di sviluppo culturale”, garantendo il massimo appoggio dell’Anci al lavoro condotto in questi anni dal sodalizio guidato da Fiorello Primi. “Subito dopo la ripresa dalla pausa estiva sarà cura di Anci di chiedere un incontro al ministro Franceschini per illustrare la specificità di questa esperienza consolidata”, ha annunciato il presidente del Consiglio che ha parlato “di una realtà esemplare”.
Bianco è poi tornato sulla manifestazione del 7 luglio che ha visto la compatta partecipazione dei sindaci, arrivati a Roma per denunciare la situazione in cui versano e sollecitare da Governo e Parlamento interventi seri per ridare dignità al loro ruolo. “Abbiamo approvato un documento con sei richieste di modifiche normative che abbiamo avuto modo di consegnare al premier Draghi nell’incontro a Palazzo Chigi. Questa battaglia non ha colore politico e va portata avanti nell’interesse di tutte le comunità amministrate. Anche di questi Borghi che – ha concluso Bianco – devono trovare nei sindaci figure centrali e libere da condizionamenti per la loro valorizzazione e sviluppo”.

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