#Anci2021

Banda ultra larga: accelerare la rivoluzione digitale. Workshop all’Assemblea Nazionale ANCI

La pandemia ha drammaticamente mostrato l’importanza di una connessione ultraveloce, stabile ed affidabile per restare in contatto con i nostri cari, lavorare e seguire le lezioni a distanza. Dopo anni di assenza di investimenti nelle reti di telecomunicazione, l’Italia era precipitata in fondo alle classifiche europee per il digitale. Open Fiber è nata per contribuire a colmare questo divario, e sta realizzando un’infrastruttura in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home, la fibra che arriva direttamente all’interno delle abitazioni) nelle città di grandi e medie dimensioni (cluster A&B) con investimento privato e nei piccoli comuni (cluster C&D), dove si è aggiudicata i bandi Infratel nell’ambito del Piano BUL. La rete di Open Fiber è tecnologicamente avanzata (può raggiungere e superare la velocità di un Gigabit al secondo) priva di tratte in rame, e neutrale. Open Fiber è infatti un operatore wholesale only, che mette la sua rete a disposizione di tutti gli operatori interessati a parità di condizioni, senza competere con loro sui servizi di connettività.
Il piano complessivo di Open Fiber prevede la copertura di circa 19.5 milioni di unità immobiliari e il raggiungimento di 271 città e circa 7000 comuni di piccole dimensioni. A oggi, OF ha coperto oltre 12.7 milioni di unità immobiliari in tutte le regioni italiane, confermandosi come il più grande operatore FTTH italiano e il terzo in Europa. La connessione ultraveloce sulla rete realizzata da Open Fiber è disponibile in 189 città e oltre 2700 comuni di piccole dimensioni.
In pochi anni sono dunque stati fatti grandi passi in avanti, ma c’è ancora tanta strada da fare, sia per il completamento degli interventi in atto, sulle città e sui comuni del piano BUL, che per i nuovi bandi nel quadro del PNRR che il Governo sta per lanciare e che interesseranno le aree industriali (cosiddette “aree grigie”) per raggiungere l’obiettivo Italia 1 Giga e far navigare tutto il Paese ad almeno 1 Gigabit al secondo.
Per agevolare l’accelerazione del cablaggio, sono stati di recente varati diversi provvedimenti di semplificazione (DL 76/2020 e DL 77/2021), che hanno senz’altro avuto un impatto positivo: dalla riduzione delle tempistiche per il silenzio assenso, all’eliminazione delle autorizzazioni per interventi di piccola entità come le microtrincee.  Nonostante ciò, vi sono ancora numerosi problemi che ostacolano l’ottenimento dei permessi e quindi la realizzazione dell’infrastruttura, ritardando di conseguenza l’accesso ad una connettività ultraveloce per i cittadini di alcuni comuni.
La possibilità di ridurre in modo significativo i tempi di realizzazione degli investimenti dipende anche dalla volontà e dalla capacità delle Amministrazioni locali di applicare la normativa nazionale (giuridicamente prevalente) anziché la moltitudine di regolamenti e atti di secondo livello. Purtroppo in molti casi c’è una forte resistenza o addirittura un esplicito rifiuto ad applicare le disposizioni primarie. Da segnalare, ad esempio, la mancata applicazione da parte di alcuni Enti Locali del Decreto Scavi (Decreto MISE del 1° ottobre 2013) per ciò che riguarda la disciplina dei ripristini o la richiesta di oneri economici, e/o diritti a carico dell’operatore TLC, in contrasto con il divieto generale della loro imposizione.
Vi sono poi alcuni enti terzi (soggetti pubblici e privati gestori di infrastrutture, enti preposti alla tutela delle aree naturali) che pongono problemi che causano il blocco dell’iter autorizzativo. Oltre a quelli già menzionati, si segnalano anche tempi particolarmente lunghi per il rilascio dei permessi e la richiesta di presentazione di istanze in forma cartacea.
Infine, talvolta è necessario entrare in una proprietà privata per posare la fibra su una palifica già esistente, oppure posare direttamente brevi tratti di rete sulle facciate di edifici.  In questi casi è possibile incontrare forti opposizioni da parte dei privati e gli strumenti offerti dalla normativa di settore riguardante l’accesso ai condomini non sempre sono efficaci o realisticamente applicabili.
Il Piano BUL nelle aree bianche è un progetto paese, un’opera di sistema, che consente ai cittadini dei piccoli comuni di navigare alla stessa velocità delle metropoli. Per completarlo è però necessaria la collaborazione di tutti. Nell’ambito dell’Assemblea Annuale ANCI, si discuterà di questi temi nel corso del workshop “Le infrastrutture digitali e la sfida del PNRR. Conoscere e sfruttare le nuove semplificazioni amministrative per la realizzazione delle reti in fibra ottica” dell’11 novembre.