Riqualificazione borghi 

Audizione Senato, Castelli: “Politiche per favorire occupazione e famiglia, servizi e pari diritti”

“E’ un momento decisivo per i nostri territori quello che stiamo affrontando. Da un lato il Covid ha fatto emergere e ha acuito una serie di criticità già presenti mentre dall’altro dobbiamo essere pronti a cogliere la sfida del Pnrr. Abbiamo bisogno, per questo, di politiche di coesione per non lasciare indietro nessuno, a partire dai piccoli Comuni e dalle aree marginali del paese. Basti pensare che solo 300 piccoli Comuni, dal censimento del ‘71 ad oggi, hanno perso tra il 20 e l’80 percento della popolazione: quella che stiamo vivendo è una vera e propria emergenza demografica. La lotta allo spopolamento è una vera politica pubblica di cui abbiamo bisogno”. Ne è convinto il Coordinatore nazionale dei piccoli Comuni di Anci e sindaco di Cerignale, Massimo Castelli intervenuto in videocollegamento all’audizione informale della 10ª Commissione Senato sul tema “Problematiche di accessibilità, vivibilità e riqualificazione dei borghi, in un’ottica territoriale, per quanto attiene allo sviluppo turistico, economico e sociale”.
“Quello dello spopolamento – ha proseguito Castelli – è la prima emergenza nazionale da affrontare. Non possiamo lasciare i nostri territori vuoti, abbandonati: abbiamo bisogno di una visione di ampio respiro che rimetta al centro dell’azione politica il territorio e le aree più marginali del paese. Bisogna garantire i diritti costituzionali di tutti i cittadini e pari condizioni di accesso ai servizi: dalla mobilità al lavoro, dalla fiscalità di vantaggio alla banda ultra-larga. Tutte questioni che abbiamo da tempo previsto nella Agenda Controesodo di Anci”.
Rispetto alla misura in esame nel corso dell’audizione, sull’attrattività dei piccoli borghi Castelli ha illustrato alcune criticità mentre ha espresso soddisfazione per la misura che riguarda la rigenerazione culturale dei borghi storici.
“Non ci convince – ha rimarcato – la misura che prevede di stanziare 420 milioni di euro per 21 borghi pilota. Il turismo non può essere l’unica forma di traino e di sviluppo dei nostri territori, sarebbe invece più opportuno un programma di interventi più vasto che prenda in considerazione il concetto di territorio e quello di aree marginali. In molti Comuni mancano i servizi di base, è da questi che bisogna partire per un cambio di passo culturale su come viene inteso e vissuto il territorio. Dobbiamo accompagnare le misure del Pnrr con interventi che siano in grado di riportare questi servizi nelle comunità. In tal senso parlare solo di dimensione demografica è riduttivo”.