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Anniversario prima Targa Florio. Terranova: “Una corsa che rende viva la Sicilia”

“Una competizione che rende viva la Sicilia, terra che non molla mai perché, come raccomandava Vincenzo Florio, “continuate la mia opera, l’ho creata per sfidare il tempo”. Così Maria Terranova, sindaca di Termini Imerese, nella videorubrica di Anci “Accadde in Città” dedicata all’anniversario della più antica corsa automobilistica di durata.
“In questo weekend si svolgerà la 106ˆedizione della Targa Florio, un mito – ricorda Terranova – ideato da Vincenzo Florio, uomo con la passione per le corse automobilistiche. Da quella intuizione nacquero in seguito Floriopoli, villaggio e cuore pulsante della gara, le tribune di Cerda, i box, i paddock, la torre dei cronometristi e uno spazio per dare assistenza tecnica ai piloti.
“Parte del circuito sarà interessata dai lavori per il potenziamento della tratta ferroviaria Palermo-Catania Messina; da parte nostra siamo decisamente contrari a modifiche che possano alterare il tracciato originario”, sottolinea Terranova. “Il progetto di RFI metterebbe a rischio la bellezza del nostro territorio e la secolare tradizione della corsa: va realizzato ma ascoltando i territori e soprattutto senza cancellare la storia”, precisa la sindaca.
Nel video Terranova ripercorre pezzi di storia della Targa: “Quel 6 maggio 1906 con carrozze, carretti siciliani e treni speciali partiti da Palermo gli spettatori confluirono a Termini Imerese per partecipare alla competizione. Sugli spalti sedevano le più note famiglie palermitane, tra tutti Donna Franca Florio, con il capo coperto dal velo e un ombrellino per il sole. Al Grand Hotel delle Terme, che fungeva da Quartier Generale, gli uomini scommettevano sul pilota vincitore.

“La corsa – prosegue la sindaca – partì alle 6 in punto. Dopo tre giri del circuito delle Madonie, compiuti in nove ore e 30 minuti per un totale di 446 km. a 46 km/h, il traguardo fu annunciato da un colpo di cannone e da uno squillo di tromba. Vinse la gara Alessandro Cagno al volante della Fab Auto Itala. Questa competizione ancora oggi rende viva la Sicilia – conclude Terranova – terra che non molla mai perché, come raccomandava Vincenzo Florio, “continuate la mia opera, l’ho creata per sfidare il tempo”.
“La targa Florio ha rappresentato non solo un fenomeno sportivo ma anche un fenomeno sociale, culturale, politico e turistico. Era un appuntamento immancabile per i più grandi piloti, per le più prestigiose case automobilistiche senza pari”, ricorda Salvatore Requirez storico della Targa Florio.
“Questo si deve a Vincenzo Florio – prosegue – che riuscì a disegnare sulle montagne delle Madonie un circuito particolarmente selettivo in grado di mettere alla prova le qualità dei migliori piloti e la resistenza dei mezzi meccanici. Quel percorso svelava la bellezza del paesaggio siciliano carico di storia e fascino”.  Si attraversavano vestigia e civiltà millenarie che lasciavano a bocca aperta i partecipanti.