#Anci2017

De Vincenti: “Città sono le vere protagoniste delle poltiche di coesione territoriale”

VICENZA – “Le città grandi e medie del nostro Paese sono le vere protagoniste della politica di coesione che passa sempre di più dal vostro lavoro quotidiano sul territorio”. Lo ha riconosciuto il ministro per la Coesione Sociale ed il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, intervenendo all’Assemblea Anci facendo riferimento ai temi dell’Agenda nazionale per lo sviluppo delle città.
Il ministro, rispondendo alle sollecitazioni del giornalista del Sole 24 Ore Gianni Trovati, ha innanzitutto assicurato che nella prossima legge di bilancio il governo darà continuità alle politiche sulla coesione. E lo faremo – ha spiegato rivolto ai sindaci ed agli amministratori – confermando da un lato lo stanziamento dei fondi per lo sviluppo e la coesione, e dall’altro aumentando la loro impegnabilità negli anni prossimi”.
A tale proposito, il ministro ha fatto un rapido excursus sulle quattro linee di intervento in tema di coesione messe in campo negli ultimi anni dal governo. A partire dalla “strategia nazionale per contrastare lo spopolamento delle aree interne” e dagli investimenti nei confronti delle città medie e dal piano per la diffusione della banda larga, “con tre miliardi già stanziati ed i cantieri che stanno partendo proprio in questi giorni per completare la copertura territoriale”.
Ancora De Vincenti ha ricordato l’attenzione per le periferie urbane con la realizzazione del piano nazionale, che ha visto il governo pronto ad ampliare i finanziamenti fino alla completa copertura dei progetti arrivati dai Comuni.
Infine, il ministro ha voluto fare un passaggio sull’azione riservata alle Città metropolitane, sia con il Pon Metro “mettendo a disposizione 893 milioni delle grandi aree urbane che coi fondi dei Por regionali Aree urbane (786 milioni), per un investimento complessivo di 1,7 miliardi per le politiche metropolitane”.
Da parte di De Vincenti anche un messaggio di speranza sulla lenta ripresa del Mezzogiorno, “dove sono già due anni che gli investimenti sono ripartiti in modo significativo e continueranno ad aumentare. Tanto più – ha sottolineato – se saranno confermate le misure sul credito di imposta pari ad un miliardo e cento milioni, che significano tre miliardi di investimenti delle imprese”.  (gp)

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