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Anci Toscana – Consulta piccoli comuni: “Troppe responsabilità ai sindaci, ma manca l’informazione”

“L’esperienza che si sta facendo in queste ore con il terremoto in Garfagnana, al di là delle polemiche e delle valutazioni divergenti sull’opportunità di certi allarmi, conferma che c’è qualcosa da rivedere nell’attuale organizzazione del sistema di protezione civile il cui peso, soprattutto a livello decisionale, ricade esclusivamente sui sindaci, molte volte lasciati soli”.
Lo sottolinea la consulta regionale dei piccoli comuni dell’Anci Toscana, riunita oggi a Firenze. “I sindaci sono abituati a prendersi le loro responsabilità e, a volte, anche quelle che non sarebbero di loro competenza, ma chiedono maggiori informazioni e certezze a livello tecnico, che non possono limitarsi a generiche segnalazioni di rischio, e chiedono strumenti più adeguati ed efficaci per informare i cittadini. È un problema, quest’ultimo, particolarmente sentito soprattutto nelle zone poco popolate e disagiate”. Riassumendo il significato e le richieste emerse dalla riunione della consulta regionale, il suo coordinatore Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano, ha sottolineato “il disagio dei piccoli comuni a fronte dell’introduzione, da quest’anno, del patto di stabilità:  un ulteriore vincolo assurdo e sbagliato che impedirà di dare seguito a decisioni rapide ed operative come richiede la protezione civile. Da un lato si caricano i sindaci di responsabilità, dall’altro non si danno loro gli strumenti necessari e con il patto di stabilità si blocca la spesa, anche quella urgente e indispensabile”.
Da parte sua il sindaco di Lucignano Maurizio Seri ha posto la necessità di un coordinamento e di un riferimento preciso della protezione civile, che non può non essere a livello provinciale, sostenendo che “qualunque sia il modello di Provincia al quale si vorrà ricorrere, non prevedere un suo ruolo territoriale sarebbe solo un altro clamoroso errore.
Dai piccoli comuni toscani è poi venuta la richiesta, come ha riferito il sindaco di San Piero a Sieve Marco Semplici, di “rinviare al 2014 l’introduzione della Tares per evitare non solo un forte aggravio per i cittadini ma anche l’ennesimo caos burocratico e organizzativo”. (com/gp)