Sicurezza urbana

Al World Urban Forum di Katowice il caso di Torino con “Tonite” sulle politiche della notte

Un confronto tra città europee sulle iniziative e le strategie in campo per migliorare la sicurezza negli spazi pubblici attraverso un approccio integrato e trasversale alle diverse politiche urbane e non solo in un’ottica securitaria. A partire da questo concetto si è sviluppato il panel organizzato da Anci nell’ambito del World Urban Forum a Katowice, in Polonia, il 29 giugno dal titolo “Safer cities for all, with all” nel corso del quale si è discusso anche del progetto Tonite di Torino finanziato con il programma europeo Urban Innovative Actions. Il workshop, a cui ha preso parte per Anci il responsabile Urbact Italia Simone d’Antonio,  ha messo a confronto diverse esperienze realizzate dalle città partecipanti ai programmi europei, come URBACT e Urban Innovative Actions, con l’obiettivo di condividere e mettere a sistema le conoscenze emerse dal processo partecipativo a livello locale e promuovere lo scambio di buone pratiche tra le città europee.


Le esperienze
Torino, capofila del progetto Urban Innovative Actions ToNite, ha realizzato nelle aree lungo il fiume Dora, una serie di azioni di ricerca, analisi, animazione territoriale e co-design per definire assieme ai cittadini interventi sugli spazi pubblici ma anche l’attivazione di nuovi servizi di prossimità a impatto sociale rivolti principalmente alle ore serali. Nel corso del dibattito, tra le esperienze raccontate, anche il caso di Madrid, che fa parte del network Urbact UrbSecurity che ha sperimentato una serie di policy per contrastare le disuguaglianze sociali ed economiche tra zone più ricche e meno ricche della città. Mentre la città tedesca di Mannheim, che gestisce il progetto locale “Nachtschicht”, ha realizzato un sistema di mediazione civica per cui sono gli stessi cittadini che scendono in strada per dialogare con i diversi attori locali e comprenderne bisogni e necessità definendo azioni di co-design e rigenerazione degli spazi pubblici. Si tratta di esperienza che testimoniano modalità innovative per la gestione della sicurezza urbana collegata alle dimensioni sociale, economica e ambientale.
Anche i casi di altre città italiane come Parma e l’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, che fanno parte della rete URBACT “UrbSecurity”, vanno in questa direzione: un coinvolgimento diretto della cittadinanza per policy di sicurezza urbana integrata e partecipata. Esperienze che puntano a rendere non solo gli spazi urbani più sicuri e vivibili ma anche più inclusivi andando in contro soprattutto alle categorie di cittadini più fragili come dimostrato anche dai casi e progetti di molte altre città europee che fanno parte della rete Efus – European Forum for Urban Security.

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