Giornata Mondiale della Salute

Vecchi: “La resilienza dei Sindaci ha sostenuto le comunità locali durante la pandemia”

La Giornata Mondiale della Salute, istituita nel 1948 in occasione della fondazione dell’OMS, cade quest’anno in un periodo in cui proprio la salute è minacciata seriamente ovunque da un virus aggressivo e inaspettato. A dare voce ai sentimenti, alle preoccupazioni, alle speranze e alle istanze dei sindaci, che si stanno impegnando con tenacia e determinazione per tutelare la coesione sociale nei territori e nelle città, è Luca Vecchi, primo cittadino di Reggio Emilia e delegato Anci al Welfare.

“Le sensazioni che viviamo in questo momento sono di due tipi – confessa Vecchi- Da un lato, avvertiamo la stanchezza, la fatica che le persone provano dopo un anno e oltre di pandemia, la sofferenza e le preoccupazioni di tanti. Dall’altro, finalmente, grazie ai vaccini inizia a scorgersi una speranza concreta di contrasto efficace al Covid. Occorre fare ogni sforzo per sostenere e incentivare l’accelerazione della campagna vaccinale, per poter tornare a guardare al futuro con meno incertezze. I Comuni italiani – prosegue – sono stati, assieme al sistema sanitario nazionale, in prima linea nel contrasto al Covid. Dalla rimodulazione dei servizi essenziali alle reti di sostegno, di aiuto ai più deboli, ci si è dovuti reinventare rapidissimamente. Lo si è fatto mettendo in campo uno sforzo generoso e straordinario, consapevoli – tutti – che eravamo davanti a qualcosa di inedito. Il sistema degli enti locali, lo dico senza alcuna intenzione di autocelebrazione, ha saputo dare in questo frangente una grande prova di sé”.

Quanto alle difficoltà e anche ai limiti scontati nell’azione di governo dell’emergenza, il Sindaco di Reggio Emilia ammette che “le criticità ci sono state, sarebbe sbagliato negarlo, ma d’altronde chi prima del 2020 avrebbe mai immaginato che ci saremmo trovati dall’oggi al domani a dover affrontare, come amministrazioni cittadine, una pandemia mondiale? Complessivamente io ritengo che i punti di forza siano stati molti di più dei punti di debolezza. Voglio dire anche un’altra cosa: credo che non solo i Comuni in quanto istituzioni, ma le comunità dei nostri cittadini, nei vari centri, abbiano saputo dare risposte all’altezza della situazione. Si è assistito nel complesso a una compostezza, a un senso di responsabilità diffuso, a vere e proprie gare di solidarietà, di appoggio reciproco disinteressato all’interno dello stesso quartiere, della stessa via, dello stesso condominio. Abbiamo in molti casi riscoperto reti di vicinato, chi era già impegnato nel volontariato ha centuplicato gli sforzi, altri che non erano ingaggiati si sono messi a disposizione. La realtà è sempre fatta di chiaroscuri, ma se guardo a quest’anno ritengo che ci siano le ragioni per essere orgogliosi di come si sia stati capaci di resistere”.

Venendo poi all’esperienza del proprio Comune, Vecchi descrive una Reggio Emilia combattiva su molti fronti, al pari di tutte le altre città italiane. “Siamo ogni giorno impegnati al fianco del nostro sistema sanitario – spiega – tentiamo di mettere a disposizione delle varie categorie colpite sempre nuovi aiuti e sostegni. Sappiamo che ci attendono mesi, e io ritengo anni, non semplici, ma continuiamo a essere fiduciosi rispetto alla possibilità di poter progredire senza lasciare indietro nessuno”. Quali, allora, le richieste e le istanze nei confronti del potere centrale, del Governo?

“Dalle autonomie locali sino all’economia c’è bisogno di alcune certezze – afferma con forza il Sindaco di Reggio Emilia – prima di tutto di tenuta del sistema, di ristori certi; la sicurezza che l’uscita dalla pandemia sarà accompagnata, sia a livello di Governo nazionale, ma io voglio ritenere anche di organi europei, guardando al medio termine. Auspichiamo che la campagna vaccinale possa risolvere in modo pressoché definitivo l’emergenza sanitaria a breve, non di meno non possiamo illuderci che gli effetti che si faranno sentire in termini di coesione sociale, di nuove fragilità, di povertà, di dati economici negativi si esauriscano in una sola stagione. C’è bisogno di costruire tutti assieme un piano che ci porti fuori sia dall’epidemia del Covid, che dai suoi molti connotati negativi, a ogni livello”.

Quali strumenti siano necessari per dare forza e gambe a questo piano, Vecchi li indica chiaramente: “La digitalizzazione è una realtà importante in tal senso. Abbiamo percorso in un anno più strada di quanta ne fosse stata fatta probabilmente in interi decenni precedenti. Indietro non si torna, su questo piano. Piuttosto si tratta di fare un passo in avanti: sfruttare tutti i pregi della digitalizzazione riuscendo a farli coesistere con il ritorno alla socialità, a far vivere in sicurezza le nostre strade e le nostre piazze senza che questo venga più visto come un pericolo di contagio”.

 

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