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Sindaci su Legge di Bilancio 2017: “Servono interventi mirati per territorio”

I sindaci italiani in occasione dell’incontro alla Camera dei deputati dal titolo “Le città del futuro” commentano la legge di bilancio in discussione in questi giorni al Parlamento. Rendere efficace la Legge Derio e volontarie le gestioni associate, meno vincoli per assumere personale e preservare il patrimonio dei Comuni, stop alle riduzioni di spesa e interventi mirati per effetti concreti per lo sviluppo del territorio. Queste, alcune delle richieste espresse dai primi cittadini.
"Abbiamo già chiesto misure per far sì che le città metropolitane possano finalmente vedere una ripresa economica, stiamo chiudendo i bilanci con molta difficoltà sempre facendo ricorso agli avanzi degli anni precedenti. Nella legge di stabilità alcune misure devono essere adottate, anche per rendere efficace la riforma Delrio delle città metropolitane, altrimenti rischiamo di non poter più erogare servizi". Questa l’opinione espressa dal sindaco di Roma Capitale, Virginia Raggi che trova eco anche nei piccoli centri, dove emerge un’ulteriore esigenza, ben descritta da Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas e presidente di Anci Sardegna:  “Bisogna porre fine, con una norma chiara, alla follia dell’obbligo per le gestioni associate: dobbiamo ripartire dalla volontarietà”. Secondo Deiana, inoltre, “nella legge di bilancio ci sono ancora molte questioni inevase che riguardano i Comuni, a partire dal blocco per l’utilizzo degli avanzi di bilancio”. L’esponente di Anci Sardegna invoca altresì la necessità di “porre fine alla penalizzazione delle province siciliane e sarde nei provvedimenti con cui si distribuiscono risorse su base regionale”.
“E’ necessario anche – secondo la sindaca di Mirano e presidente di Anci Veneto Maria Rosa Pavanello – incrementare gli spazi finanziari concessi ai Comuni e tener conto degli aumenti contrattuali dei dipendenti degli enti locali, intervenendo per aiutare la spesa corrente”.  
“La legge di bilancio uscita dal Consiglio dei ministri merita sette sul piano degli investimenti e quattro su quello della spesa corrente perché il 2018, in assenza di correttivi, rischia di ridurre le disponibilità dei nostri bilanci di un miliardo: 600 milioni per il rinnovo contrattuale dei dipendenti e 350 per quanto riguarda l’aumento dell’obbligo di accantonamento per crediti deteriorati. Non abbiamo, dopo undici miliardi di tagli, la possibilità di sostenere questa ulteriore riduzione di spesa, quindi auspichiamo che questo incontro con la presidente Boldrini possa essere il presagio di un rinnovato e più concreto impegno per la spesa corrente dei Comuni, che non è spesa improduttiva, ma spesa per servizi e qualità della vita della nostra gente”. E’ l’appello lanciato dal sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci alla finanza locale, Guido Castelli. Parole seguite da quelle del sindaco di Cuneo, Federico Borgna che pur consapevole di amministrare una città storicamente ben gestita, conferma come “sebbene sia finita la stagione dei tagli lineari, le nuove regole di bilancio ci costringono a rimanere ingessati sul fronte della spesa corrente”.
“Da sindaco – precisa – ho sempre voluto e ottenuto il mantenimento dei livelli dei servizi sociali sul territorio che amministro, ma dal prossimo anno rischiamo di essere costretti al taglio. Per questo è determinante – sottolinea Borgna – che nella legge di bilancio si tenga conto dell’appello fatto dall’Anci per non bloccare la spesa corrente ed evitare quindi i tagli sulla pelle viva dei cittadini”.
Da Cuneo a Pavia, il sindaco Massimo Depaoli, rivolgendosi al governo, auspica che riconsideri “la situazione degli enti locali, in particolare sul versante della spesa corrente. Va in questo senso la richiesta di allungare i tempi per la copertura del fondo crediti di dubbia esigibilità. Di certo, il superamento parziale del patto di stabilità negli ultimi anni è un fatto molto importante per gli investimenti, ma va accompagnato anche dalla possibilità di avere in piena efficienza i beni che appartengono al patrimonio dei Comuni”.
“Quello di cui i Comuni hanno bisogno in modo improrogabile –  aggiunge il sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti – è un po’ più di elasticità: troppi i vincoli odiosi a cui dobbiamo sottostare, a partire dalle limitazioni sul personale. Nel mio Comune – spiega – riusciamo a vivere quasi in modo indipendente, grazie al turismo e alle entrate extratributarie, e siamo il Comune con la minore pressione fiscale, visto che abbiamo abolito tutte le tasse. Saremmo pronti e avremmo le risorse per assumere almeno 20 risorse in più nel settore dei servizi, ma le attuali norme ci impongono invece di rivolgerci all’esterno, spendendo di più e dando lavoro a meno persone”.
Matilde Casa, sindaco di Lauriano impegnata nella lotta al consumo del suolo, chiosa ricordando che “il Governo ci ha rassicurato, facendoci sapere che l’intenzione è quella di aiutarci e di sostenere anche i piccoli Comuni che rappresentano una risorsa per il paese. Adesso però aspettiamo di vedere effettivamente che queste parole siano messe in pratica”. 
“Il Governo e il Parlamento siano audaci nel redigere questa finanziaria e ripongano in noi la loro fiducia perché abbiamo sempre dimostrato oculatezza nella spesa. Solo così si consentirà al Paese di ripartire e ai Comuni di ritornare ad essere protagonisti del rilancio economico”. E’ l’appello che lancia il vicepresidente vicario dell’Anci e sindaco di Valdengo, Roberto Pella, rimarcando quanto sia “importante che nella finanziaria vi sia particolare attenzione alla disponibilità di risorse per la legge Realacci sui piccoli Comuni”, incassando al contempo “la condivisione da parte del presidente della commissione bilancio della Camera Francesco Boccia di una battaglia che portiamo avanti da tempo, ovvero quella relativa alla possibilità di rinegoziare i mutui con Cassa depositi e prestito, allineandoli ai tassi di mercato”.
Francesca Brogi, sindaco di Ponsacco, ricorda “il segnale positivo che abbiamo ricevuto rispetto alla possibilità di accedere a spazi finanziari per quanto riguarda l’edilizia scolastica e quella sportiva. Tuttavia – aggiunge – abbiamo bisogno di un aiuto importante sulla spesa corrente ma anche sull’attivazione di meccanismi davvero premianti per i Comuni virtuosi”.
Gli effetti concreti di un mancato intervento anche in termini di spesa corrente vengono esposti da alcuni degli altri sindaci presenti oggi alla Camera: il primo cittadino di Roccofreno, Raffaele Veneziani, ricorda che “nel mio Comune di 12 mila abitanti il solo rinnovo del contratto del pubblico impiego peserà per 50 mila euro che peseranno sulle tasche dei cittadini se lo Stato centrale non ci aiuterà”, mentre il sindaco di Sassari Nicola Sanna annuncia la volontà di “non rispettare il vincolo sull’accantonamento del fondo crediti di dubbia esigibilità se non vi sarà un intervento mitigatore: non posso rinunciare alla mensa per i bambini nelle scuole o all’assistenza domiciliare agli anziani”.
“Per i piccoli Comuni – aggiunge Stefano Costa, sindaco di Baceno e presidente della provincia del Verbano Cusio Ossola – è praticamente impossibile, con le attuali regole, dare nuovo impulso al ciclo economico. Eppure abbiamo a disposizione risorse pronte, rese però inservibili  da vincoli di bilancio ancora troppo stringenti. Abbiamo registrato le aperture del governo, anche oggi alla Camera, ma serve qualcosa di più concreto”. 
Infine, Anita Pili, sindaco di Siamaggiore, rileva l’urgenza di risorse “per la protezione civile e per gli interventi contro il rischio idrogeologico: si tratta di risorse vitali per i Comuni come il nostro, visto che la regola del pareggio di bilancio non ci consente di utilizzare gli avanzi di amministrazione”.