IX Conferenza Ifel

Recovery fund. Come utilizzare (bene) le risorse? La parola ai sindaci di Palermo e Vibo Valentia

“Se le risorse comunitarie non porteranno un cambio culturale nel modo di amministrare tanto vale non prenderle le risorse del recovery fund. Dobbiamo recuperare una nuova dimensione amministrativa magari attrezzandoci con task force locali che mettano in Comuni nelle condizioni di progettate e quindi spendere al meglio le risorse. Se falliamo in questo ci troveremo di fronte all’ennesimo ampliamento del divario tra Nord e Sud”. Non ha usato giri di parole il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, nel suo intervento alla IX conferenza nazionale Ifel, che nel secondo giorno di dibattito ha affrontato il tema del recovery fund e del suo utilizzo sui territori.
“Prendiamo atto – ha detto Orlando – che l’Europa ha finalmente preso un impegno economico in cui finalmente si interviene su temi centrali come la mobilità, il lavoro e la salute. E’ un fatto fondamentale questo che rende noi sindaci delle vere e proprie start up locali. E starà a noi sindaci intrecciare le risorse del recovery fund con le esigenze dei cittadini. Per fare questo però – rimarca il sindaco di Palermo – servono capacità progettuali, risorse umane competenti ed adeguate. Non possiamo con una mano chiedere soldi e con l’altra non attrezzarci per spenderli”.
Un tema, quello della competenza, ripreso anche da un’altra prima cittadina, la sindaca di Vibo Valentia fresca vicepresidente del Consiglio nazionale Anci Maria Limardo. “Si parla di cifre importantissime – ha detto la prima cittadina di Vibo – destinate a cambiare il volto del Paese e dei Comuni. Ma possiamo affrontare la sfida in queste condizioni? Credo di no perché non c’è una precondizione importante che è quella di strutture di assistenza tecnica nei Comuni per l’utilizzo delle risorse e della predisposizione dei progetti. Il nostro impianto normativo – ha aggiunto la Limardo – è inadeguato e superato dai tempi anche per quanto riguarda gli enti in dissesto e predisposto e a questo si aggiunge l’emergenza Covid che ha aggravato la situazione. Vanno pensate misure che mettano i Comuni, tutti, al passo dell’Italia e dell’Europa altrimenti viaggeremo a due velocità seguendo norme astratte e generali inefficaci”.
In coda alla tavola rotonda è intervenuto anche il presidente Ifel e sindaco di Novara, Alessandro Canelli, che ha ribadito per i Comuni la necessità di dotarsi di “una visione chiara delle strategie di rilancio urbano. Bisogna impostare una programmazione sugli investimenti con una visione strategica. Tutti gli enti locali – ha concluso il presidente Ifel – devono avere una cornice di riferimento, ma, tenendo conto delle rispettive specificità, devono muoversi in autonomia perché solo il sindaco sa cosa serve di specifico alla propria comunità”.
E proprio sugli investimenti si è incentrato il discorso del direttore di Ifel Pierciro Galeone che, durante il dibattito, ha ricordato che “a
i Comuni sono già destinati quasi 11 miliardi di contributi statali per il periodo 2020-2023. Ifel – ha precisato Galeone – stima che dalle risorse del Next Generation UE (sussidi più prestiti) e quelle delle politiche di coesione (chiusura 2014-20 e nuovo ciclo 2021-2027) potranno essere destinate ai Comuni ulteriori 42 miliardi di euro di risorse aggiuntive”.
Leggi gli interventi della prima giornata

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