Mobilità ciclabile

Oltre alle risorse servono nuove regole, innovative e coraggiose

Il Decreto del Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti approvato dalla Conferenza Unificata del 18 giugno ha provveduto ad assegnare e ripartire tra gli Enti territoriali 137,2 milioni delle risorse relative alle ciclovie urbane.
Potranno beneficiarne Città Metropolitane, Comuni capoluogo di Città metropolitana, Comuni capoluogo di Provincia o di Regione, Comuni con popolazione residente superiore ai 50.000 abitanti, Comuni sede legale di un’Istituzione Universitaria.
Un provvedimento atteso che conferma che le risorse ci sono ma ora c’è bisogno di semplificare ed adeguare le regole affiché i Comuni e le città che ne beneficeranno possano effettivamente rispettare la tempistica degli interventi finanziati, che dovranno concludersi entro 18 mesi dalla pubblicazione del decreto.
Servono misure di semplificazione del Codice degli Appalti per l’attuazione degli interventi da parte dei Comuni. Serve cambiare subito il Codice della strada.
Occorre consentire il doppio senso ciclabile, realizzare le corsie ciclabili in strada tracciando velocemente segnaletica orizzontale che aiuti automobili, ciclisti e pedoni a stare in strada in maniera ordinata; realizzare vicino alle scuole e nei quartieri residenziali strade a bassa velocità dove i pedoni, le bici, i monopattini possano muoversi in sicurezza .
In questo senso vanno gli emendamenti proposti dall’Anci all’art. 229 del DL Rilancio. Più sicurezza, meno velocità ma soprattutto meno burocrazia, questa la formula della mobilità del futuro.

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