#anci2020 - La voce dei sindaci

Migliori dopo il Covid? Condividere le scelte, puntare su green economy e investimenti

La coesione delle comunità territoriali ed i possibili insegnamenti che la crisi sanitaria mondiale potrà generare per la costruzione di un futuro responsabile e di nuovi stili di vita. Questo il filo conduttore della seconda sessione della XXXVII Assemblea Anci per la prima volta in versione digitale dall’Auditorium della Conciliazione nella Capitale.
“La coesione dei territori dipende anche dalle scelte e dalle politiche legate alla salute come questa emergenza sta dimostrando”. Lo ha sottolineato il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, rispondendo alle domande dalla giornalista del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini. “I sindaci calabresi domani andranno dal presidente Conte per chiedere il loro maggior coinvolgimento nelle scelte che riguardano la salute dei cittadini. Il metodo da adottare deve essere quello della concertazione e condivisione. I sindaci sono il baluardo, il terminale dei problemi sul territorio: la sanità deve tornare competenza esclusiva dello Stato”.
“Non sono un tecnico e non so come viene costruito l’indice per assegnare le Regioni alle diverse fasce di rischio. Ma se iniziamo a discutere tra di noi con una fibrillazione continua non facciamo di sicuro il bene dei cittadini”. A dirlo è stato Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato Anci all’Immigrazione. “Credo che dobbiamo fare tesoro dell’invito all’unità ed alla coesione che è arrivato ieri dal Capo dello Stato: lavoriamo pancia a terra pur comprendendo le amarezze di tutti”, ha aggiunto. “Noi amministratori locali siamo il punto di riferimento delle nostre comunità: ai cittadini e alle imprese che stanno molto soffrendo in questa fase, dobbiamo il massimo della compattezza e coesione”.
“Se parliamo di coesione sociale i sindaci sono in prima linea e si stanno assumendo responsabilità importanti: vorrei da questa Assemblea emergesse che tutti noi parliamo la stessa lingua al di là delle appartenenze”, ha rivendicato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Che ha poi descritto la situazione attuale nella sua città”. “La situazione è più grave della prima ondata, perché allora potevano contare sulle risorse accumulate negli anni passati con un forte sviluppo locale, oltre che su quelle della Protezione Civile”, ha spiegato. “Ora i cittadini sono fiaccati psicologicamente e noi dobbiamo fare di tutto per evitare che le tensioni diventino un problema di ordine pubblico”. Infine, un monito: “Stiamo sottovalutando il contagio criminale, le mafie non hanno burocrazia, sanno dove bussare e cosa offrire alle persone. Anche per questo dobbiamo restare uniti”.
Ma quali sono gli insegnamenti che possiamo trarre dalla pandemia? A questa domanda ha provato a rispondere il presidente del Consiglio nazionale Anci Enzo Bianco. “La sanità non può più essere di esclusiva competenza regionale ma deve nuovamente tornare, se non in tutto sicuramente in parte, di competenza statale quando non addirittura, in occasione di situazioni straordinarie come quella attuale dovuta alla pandemia da coronavirus, persino sovranazionale ovvero europea”, ha affermato rifacendosi all’intervento del sindaco reggino Falcomatà. Altra lezione per il futuro è quella di saper sfruttare l’occasione per cambiare la P.a. “Quando abbiamo contribuito a cambiare le procedure reagendo all’emergenza alimentare dei primi mesi, i sindaci hanno ricevuto un largo consenso”, ha ricordato. Ora “abbiamo un drammatico bisogno di semplificare le procedure tagliando la burocrazia e affidandosi ai sindaci come accaduto con il modello Genova”.
“Riconoscere il ruolo di vero e proprio presidio sui territori della polizia municipale deve essere una delle priorità dell’emergenza sanitaria”, ha invece evidenziato il sindaco di Pisa, Michele Conti che ha parlato del grande impegno del corpo dei vigili urbani che oggi sono chiamati a svolgere compiti di più ampio respiro. “Se nel corso della prima ondata dell’emergenza sanitaria – ha spiegato Conti – siamo riusciti a dare un aiuto ai cittadini più fragili con i buoni alimentari, adesso sono necessari ulteriori sostegni economici mirati. La nostra polizia municipale si è spesa in ogni modo per il territorio e ritengo sia necessario equipararli a coloro che lavorano nei servizi sanitari supportandoli e facendogli fare test sierologici e tamponi”.
Ai lavori del pomeriggio hanno portato il loro contributo anche il Capo del Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli e il Commissario Covid Domenico Arcuri. Il primo ha sottolineato “il contributo e la collaborazione con sindaci che sono rappresentati nel Comitato operativo” ed il cui “contributo è stato fondamentale per l’erogazione dei buoni spesa a sostegno dei cittadini più bisognosi”. Borrelli ha anche dato qualche numero sull’accoglienza dei pazienti Covid: “abbiamo più di 100 Covid hotel, che ospitano i soggetti positivi in isolamento, per circa 4000 posti”, ha riferito.


Anche da Arcuri è arrivato il riconoscimento dell’azione portata avanti dagli Enti locali. “A marzo non producevamo nessun dispositivo per contrastare Covid se non pochissime eccezioni. Sono passati 7 mesi ed oggi siamo autosufficienti come Paese in produzione di dispositivi di sicurezza, abbiamo raddoppiato le terapie intensive, facciamo 800 mila circa tamponi al giorno”. “Lo abbiamo fatto in poco tempo, con uno sforzo straordinario, grazie alla collaborazione di tutti e soprattutto degli Enti locali”, ha detto.
Si è invece concentrato sulla gestione della pandemia il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. “Il fatto che oggi le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova non sono le più colpite dal Covid ci fa capire che vanno affinate le regole e i parametri per l’individuazione di queste aree, altrimenti diventa difficile spiegarlo ai cittadini”. Altro tema è quello dei medici di base: “i nostri territori hanno dimostrato la loro fragilità. Bisogna garantire l’equilibrio tra strutture ospedaliere e medicina di territorio, che va aiutata.”  Quanto al trasporto pubblico, “le risorse sono inadeguate, abbiamo bisogno di misure che siano più consistenti”.

Il secondo momento di riflessione è stato invece moderato da Maria Latella giornalista di Sky che ha condotto la discussione sui temi delle nuove energie e degli stili di vita per il dopo Covid.

“La raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è uno dei temi su cui i sindaci sono maggiormente impegnati e su cui i nostri cittadini chiedono risposte adeguate”, ha evidenziato il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. “L’obiettivo è l’attuazione di un’economia circolare, come stiamo facendo nella nostra città, e che realizziamo restituendo una parte dell’energia prodotta dal termovalorizzatore ai cittadini in forma gratuita per la ricarica delle auto elettriche”, ha spiegato ancora il delegato Anci all’Ambiente.
Per Ciro Buonajuto sindaco di Ercolano e neo vicepresidente di Anci, “mai come in questo momento dobbiamo trovare la forza e le risorse per fare un passo in avanti verso la green economy. La pandemia ha rivoluzionato la nostra vita: alla riqualificazione urbana deve corrispondere anche una riqualificazione sociale”. “Nel dare risposte ai cittadini – ha spiegato il sindaco di Ercolano – non dobbiamo dimenticare le minacce al nostro paese e all’ambiente. Puntare su progetti di lungo respiro è la strada da perseguire. Ad esempio, nella mia città, abbiamo realizzato un progetto di illuminazione pubblica che ci ha permesso di abbattere le emissioni del 70%”.
Chiamato in causa da Latella come ‘antesignano’ dei sindaci green, Federico Pizzarotti ha dapprima fatto un bilancio delle politiche ambientali a Parma. “E’ una questione innanzitutto culturale ma è importante promuovere dei progetti che mettono insieme il pubblico e il privato creando economie per le amministrazioni e vantaggi per i cittadini”. Lo sguardo del sindaco parmense è poi andato alla sfida del Recovery fund. “Vorrei capire su quali linee si sta muovendo il ministero, è fondamentale puntare su investimenti infrastrutturali che possano sostenere le piccole filiere di produttori e consumatori.
Un dibattito in cui anche il ruolo dei piccoli Comuni e della montagna gioca un ruolo fondamentale, a raccontarlo , il sindaco di Edolo, Luca Masneri. “La montagna è stata storicamente la prima grande fonte di energia del nostro paese. Come Comune di montagna abbiamo una grande sensibilità ambientale così come la consapevolezza della necessità di politiche green: in questa direzione abbiamo, ad esempio, realizzato un progetto per l’efficientamento degli edifici comunali perché anche un piccolo Comune come il nostro vuole dare il suo contributo allo sviluppo umano integrato”. Il sindaco ha posto l’accento anche sugli interventi necessari per garantire i diritti di cittadinanza a tutte le persone che decidono di restare e di vivere nelle aree più marginali del paese. “Accanto ad una politica green è importante anche un percorso di digitalizzazione per connettere le aree più periferiche”.
Puntare su nuove energie per un futuro più responsabile e sostenibile vuol dire guardare anche a strategie di sviluppo che siano in grado di valorizzare le peculiarità locali. Come quella delle città portuali, come evidenziato dal sindaco di Civitavecchia, Ernesto Tedesco. “Il 2025 è la data fissata per la dismissione del carbone – ha detto – ma a questo deve affiancarsi anche la possibilità di usare nuove fonti energetiche, rinnovabili. Il progetto che prevede la possibilità di usare l’idrogeno è un aspetto molto importante per lo sviluppo del porto della nostra città. Ci avviamo verso una fase cruciale”.
L’impiego di nuove fonte rinnovabili richiede anche un cambio di passo nello sviluppo economico. A sottolinearlo il sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al welfare, Luca Vecchi. “La sfida della transizione ecologica – ha rimarcato – va accompagnata da un cambiamento del modello di sviluppo e dalla creazione di nuove opportunità occupazionali. Penso alla raccolta differenziata, al ciclo idrico. Così come il ruolo delle multiutility “che sono punti di riferimento fondamentali per lo sviluppo dei nostri territori, e l’opportunità del Recovery Fund per sostenere le azioni di sviluppo sostenibile dei nostri Comuni”.

 

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