Protezione civile

Masetti: “Puntare ad una pianificazione d’emergenza a misura di bambino”

“Sono soprattutto i bambini e gli adolescenti assieme agli anziani a risentire maggiormente dell’emergenza sanitaria in corso. Un’emergenza che ha stravolto la quotidianità. E’ emersa la necessità di cambiare il nostro modo di pianificare centrando l’attenzione su quella fascia della popolazione più fragile”. Lo ha dichiarato il delegato Anci alla protezione civile e sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti intervenuto al webinar organizzato da Anci e Save the children “Dalla parte dei bambini. Linee di indirizzo per la pianificazione comunale di protezione civile” che si è svolto questo pomeriggio. Sono intervenuti ai lavori, coordinati dalla direttrice Programmi Italia – Europa di Save the children, Raffaella Milano: David Fabi del Dipartimento protezione civile, Francesco Caporaso, dirigente del Servizio Urbanistica e Protezione Civile del Comune di Prato, Elena Marotta, funzionario di Protezione Civile del Comune di Prato, Antonio Colombi, segreteria operativa della Direzione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile Lazio e Roberto Raspa di Anci Umbria per la protezione civile.
“Nei piani comunali di protezione civile bisogna prevedere – così come indicato nelle linee di indirizzo del documento di Save the children – una figura di coordinamento dedicata ai minori con una funzione specifica di soccorso. Dobbiamo garantire la continuità educativa ai nostri ragazzi – ha specificato il delegato Anci – con piani sostenibili. Come Anci nazionale inizieremo un percorso con Save the children e con le Anci regionali per codificare il rapporto tra pianificazione di emergenza e necessità ed esigenze dei bambini e dei giovani”.
Nel corso del dibattito è stato illustrato anche il lavoro del Dipartimento della Protezione civile e le esperienze del Comune di Prato, della Regione Lazio e di Anci Umbria Protezione civile che hanno coinvolto i piccoli cittadini ma anche insegnanti e genitori in attività di educazione e formazione puntando sul protagonismo dei ragazzi come principali ambasciatori per aiutare le comunità a prendersi cura di loro stesse. Una opportunità per costruire un percorso di cittadinanza attiva e consapevole partendo dalla “cultura del rischio”.

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