Coronavirus

#Iorestoacasa. Video-appelli dei primi cittadini italiani per fermare il contagio. La terza parte

Continua l’appello dei sindaci italiani a restare a casa. I primi cittadini sempre più in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus. E il 31 marzo alle ore 12, su appello del presidente dell’Anci Antonio Decaro, un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime della pandemia.
Ancora sul fronte del contagio c’è Bergamo e il suo sindaco Giorgio Gori, che sprona la cittadinanza a resistere al forte disagio di questi giorni. Nonostante i tanti caduti dall’inizio dell’infezione, Gori è fiducioso. “Noi ci siamo”, dice e ringraziando i tanti che, da casa e dal Comune, lavorano per superare l’emergenza, manda un messaggio di speranza: “Siate fiduciosi. Noi ci siamo.  Ce la faremo”.
Da Bergamo a Napoli da dove Luigi de Magistris fa una promessa: “Napoli è la città d’Europa con il maggior numero di bambini. Finita l’emergenza farà esplodere” attraverso loro “quell’energia che abbiamo dentro e che tanto ci manca poterla ascoltare e sentire come una musica armonica”.
E poi il sindaco di Montecatini Terme, Luca Baroncini, il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli e Alessandro Canelli, sindaco di Novara. Mentre dalla Sardegna il primo cittadino di Cagliari, Paolo Truzzu, lancia lo slogan “Meno usciamo, prima ne usciamo” che ripete da giorni ad ogni apparizione pubblica.
Convinto che alla fine l’Italia uscirà dal tunnel è anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà che ricorda che questa battaglia “la vinciamo soprattutto attraverso la prevenzione”. E con lui, fiduciosi che tutto possa presto tornare alla normalità i sindaci di Marsciano (Pg) Francesca Mele e di Pisticci, Viviana Verri.  (guarda la prima e la seconda puntata)

La terza puntata del videoracconto

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