Povertà - Anci in audizione al Senato. Cicchi: “Bene misura nazionale contrasto povertà, ora si approvi in breve il ddl”
[17-01-2017]

“L’Anci esprime il suo apprezzamento sull’insieme delle disposizioni contenute nel disegno di legge sul contrasto alla povertà e ne auspica una rapida approvazione da parte del Parlamento”. E’ quanto afferma Edi Cicchi in rappresentanza dell’Associazione nazionale dei Comuni nel corso dell’audizione in Commissione lavoro, previdenza sociale del Senato sui disegni di legge delega 2494, 2241 e 2347 relativi al contrasto della povertà e al riordino delle prestazioni sociali che si è svolta questo pomeriggio.
Si tratta di disposizioni che intendono rispondere ai nuovi bisogni sociali emergenti, che richiedono sempre di più interventi mirati volti a definire una misura nazionale di contrasto alla povertà, intesa come livello essenziale delle prestazioni per favorire l'inclusione sociale e lavorativa delle persone in particolari condizioni di fragilità e disagio al fine di ampliarne le protezioni in un’ottica di “universalismo selettivo”.
Ne é convinta la rappresentante di Anci che, in sede di audizione (vedi documento), ha rimarcato la necessità di una rapida approvazione del disegno di legge soprattutto perché si aggiunga una misura stabile, su tutto il territorio nazionale, all’impegno dei Comuni nel far fronte, con grande sforzo e largo impiego di risorse proprie, alle richieste di sostegno sociale proveniente dalle proprie comunità.
Secondo l’Associazione sono necessarie alcune integrazioni al testo del ddl, perché i servizi sociali locali, in difficoltà a causa dell’insufficienza di personale e dei limiti alla spesa imposti dalle norme di finanza pubblica, siano sostenuti con risorse finanziarie esplicitamente finalizzate allo sviluppo e al rafforzamento delle attività e delle strutture coinvolte nell’attuazione della misura, nonché con la previsione di procedure attuative più semplici.
Con riferimento agli aspetti legati invece all’esercizio della delega per la razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale (di cui al comma 3 dell'articolo 1 del DDL in esame), l’Anci auspica che tale previsione, necessaria per contrastare gli sprechi, non si trasformi in una riduzione delle garanzie e delle tutele esistenti, in particolare di quelle in favore delle persone in condizioni di disagio sociale. “Obiettivo della misura – ha evidenziato Cicchi - è quello di offrire e garantire sostegno a tutte le persone e ai nuclei familiari in condizione di disagio economico e sociale, per questo come Anci riteniamo necessaria la previsione di un incremento delle risorse finanziarie disponibili e un approfondimento sulle categorie di persone che potranno aver accesso alla misura”.
Un altro punto toccato nel corso dell’audizione è stato quello legato all’esercizio della delega per il rafforzamento del coordinamento degli interventi in materia di servizi sociali (di cui al comma 4 dell'articolo 1 del ddl). Edi Cicchi prosegue: “L’Anci ritiene essenziale che il disegno complessivo e la realizzazione di tale rafforzamento siano fondati su di un effettivo –  non solo formale – e stabile coinvolgimento dei Comuni a cui compete la regia del sistema integrato di interventi e prestazioni sociali sul territorio”. Positiva dunque è la previsione di intese in sede di Conferenza unificata per l’adozione dei decreti legislativi attuativi della delega e la partecipazione di una propria rappresentanza nel nuovo Organismo nazionale di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali “la cui competenza – ha precisato Cicchi - andrebbe estesa alla definizione e implementazione degli strumenti attuativi delle misure di inclusione sociale, al fine di garantire omogeneità nell’accesso alle prestazioni su tutto il territorio nazionale”.
Infine, nel suo intervento, la rappresentante dell’Associazione ha posto l’accento sulla questione del rafforzamento del sistema informativo dei servizi sociali e in particolare del Casellario dell’assistenza (art. 1, comma 4, lettera i): “l’Anci valuta positivamente la previsione dell’integrazione con i sistemi informativi sanitari e del lavoro nonché con i sistemi informativi di gestione delle prestazioni già nella disponibilità dei Comuni”, è però necessario che tale “integrazione e fruibilità siano concretizzate tramite lo stanziamento delle risorse necessarie per l’adeguamento e l’aggiornamento dei sistemi informativi esistenti evitando di far ricadere tutto l’onere sul personale dei Comuni”. (ag)



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