Urbanistica - Occhiuto: "Recupero urbano e pianificazione europea, è tempo di una nuova legge. Ecco la nostra proposta"
[09-06-2017]

“Occorre inserire nell’Agenda urbana per le città una seria riforma della legge urbanistica, che risale al 1942 e che ha fatto ormai il suo tempo”. Lo afferma il sindaco di Cosenza e delegato Anci all’urbanistica, Mario Occhiuto, in un intervento sul quotidiano ItaliaOggi.
Occhiuto delinea una prima struttura di quella che dovrebbe essere la nuova legge, anticipando le linee guida che verranno poi sviluppate, annuncia lo stesso delegato, da “una commissione di esperti e dal confronto con la conferenza dei presidenti delle Regioni”.
Una “sfida ambiziosa ed esaltante”, che secondo Occhiuto deve ruotare intorno al concetto chiave di “ricostruzione e trasformazione della città esistente. Dobbiamo passare – aggiunge - dall’urbanistica dei programmi all’urbanistica dei progetti al fine di agire profondamente sul tessuto urbano delle città già costruite, ponendo al centro della riqualificazione urbana il concetto di produzione della bellezza che nei secoli ha portato ricchezza al nostro Paese”. Basta, dunque, con il principio delle città delle funzioni e dell’utilità a ogni costo. E via libera a “norme incentivanti” e “all’individuazione di aree di rigenerazione urbana all’interno dei piani urbanistici; misure di premialità per la qualità architettonica dei progetti, per l’utilizzo di energie rinnovabili, housing sociale e partenariato pubblico-privato per la realizzazione di opere pubbliche e per i progetti di recupero e riqualificazione. Le ingenti risorse destinate alle città devono essere utilizzate secondo queste direttive. Solo lo Stato – ricorda Occhiuto - può e deve fissare questi principi e dare omogeneità sul territorio agli interventi riformatori delle Regioni”.
La proposta dell’Anci ambisce a una “pianificazione di modello europeo, composta da un piano strutturale, un piano operativo e un piano regolativo”. Il piano regolativo di cui parla Occhiuto riguarda in particolare “la gestione della città esistente e quindi tutti gli interventi di recupero, trasformazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, con misure di premialità per la qualità architettonica dei progetti che devono essere ispirati all’integrazione degli stessi con i criteri di sostenibilità ambientale e tutela dei beni comuni”.
Occhiuto, infine, propone di “inserire all’interno dei piani operativi veri e propri comparti dedicati al recupero di aree urbane degradate e dei centri storici, che sono tra le aree più bisognose di cure”. 



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