Scuola - Il fenomeno dell’Ageing nei servizi educativi, le esperienze: Reggio Emilia, Roma e Torino
[01-12-2017]

TORINO - Evidenziare i numeri relativi alla categoria degli educatori, degli assistenti educativi dei nidi d’infanzia e degli insegnati ed assistenti delle scuole d’infanzia, ma anche i numeri dei lavoratori risultati inidonei, le patologie maggiormente invalidanti, e gli interventi promossi dai Comuni volti alla loro prevenzione e al disagio lavorativo. Numeri e cifre sono contenuti in una indagine promossa dall’ANCI con l’obiettivo di restituire una fotografia sul fenomeno dell’ageing in relazione al personale che lavora nei servizi educativi 0-6 nelle realtà italiane che ne gestiscono direttamente una grande parte.  
A presentare i dati del Comune di Reggio Emilia è intervenuta Paola Cagliari Direttore Scuole e Nidi d’infanzia. “Il fenomeno dell'invecchiamento del personale nei servizi educativi è un tema che chiede attenzione e progettualità specifiche e raccordate da parte dello Stato, dei Comuni e dei sindacati. Il Comune – ha spiegata la responsabile - oltre a tenere una attenzione agli arredi e agli strumenti che possono prevenire problemi fisici, lavora sulle condizioni del lavoro quali la compresenza di insegnanti ed educatori contitolari, la corresponsabilità di tutto il gruppo di lavoro, tempestive sostituzioni per assenze temporanee, formazione e ricerca che promuovono un alto riconoscimento sociale della professione educativa nella città”.
Secondo Domenico De Maio Vice Capo Staff Relazioni Esterne e Istituzionali dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale “il tema dell’invecchiamento nei luoghi di lavoro sta divenendo sempre più attuale: crescendo l’aspettativa di vita, l’età pensionabile è in aumento e ciò comporta per numerosi lavoratori una più lunga attività professionale. Roma Capitale con l’istituzione dello Sportello di ascolto finalizzato a migliorare il benessere dei lavoratori - ha aggiunto - sta individuando alcune modalità di reinserimento per il personale giudicato inidoneo. Sono state considerate, in modo particolare, le problematiche delle maestre degli asili comunali esaminando, attraverso focus group e questionari,  il senso di inadeguatezza vissuto dalle docenti nel trasferimento ad altri incarichi. L’analisi si è riferita sia al tema dell’invecchiamento del personale scolastico a tempo indeterminato che all’usura psico-fisica ingenerata al tipo di attività che esso svolge.
Dal lavoro sviluppato dallo Sportello d’ascolto, sintetizzato in funzioni di supporto, confronto, orientamento e valorizzazione delle risorse umane - ha aggiunto De Maio - è emerso nell’ambito del settore educativo scolastico un forte coinvolgimento emotivo, un elevato senso di responsabilità e una considerevole fatica fisica legata anche ad una pianificazione organizzativa troppo rigida. Roma Capitale - ha concluso il responsabile - riconosce la necessità di porre un’attenzione particolare al fenomeno dell’invecchiamento della popolazione lavorativa con l’accompagnamento al cambiamento, l’orientamento al reinvestimento nel nuovo contesto con valorizzazione delle competenze acquisite nella loro esperienza lavorativa”.
Per Federica Patti assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica della  Città di Torino “il convegno di oggi è un momento importante che apre una riflessione ormai urgente sul tema dell’invecchiamento nei servizi per l’infanzia. La ricerca e la sperimentazione svolte a Torino – ha detto - vogliono essere un primo passo di un dibattito più ampio e articolato che vede nei servizi educativi una duplice criticità data dall’invecchiamento: l’affaticamento fisico e psicologico delle educatrici, ma anche una ricaduta importante sulla qualità delle attività e della relazione educativa”. (fr)



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